Il calo registrato nel resto d’Italia non arriva sotto la Torre. A Pisa il prezzo medio di una stanza singola ha raggiunto i 364 euro al mese, con un aumento del 10,7% rispetto allo scorso anno. Un rincaro a doppia cifra che colloca la città tra i mercati universitari dove gli affitti sono cresciuti di più.
Il dato emerge dal rapporto di Immobiliare.it Insights, rilanciato da Skuola.net. Davanti a Pisa, per aumento percentuale, figurano Pescara con il 28,6%, Trieste con il 16,7%, Palermo con il 13,6%, Bari con il 12,2% e Genova con l’11,9%. Subito dopo si trova Pavia, dove una singola costa 400 euro ed è aumentata del 10,2%.
Il prezzo pisano rimane inferiore alla media nazionale, ma si muove in direzione opposta. In Italia il costo medio di una singola è sceso del 6,2%, attestandosi a 575 euro mensili. La riduzione arriva dopo anni di aumenti, ma sembra legata soprattutto al rallentamento della domanda. I contatti sugli annunci sono diminuiti di quasi il 22%, mentre la disponibilità di alloggi non è cresciuta abbastanza da risolvere il problema.
La situazione pesa soprattutto sui fuorisede che ogni anno cercano casa a Pisa. La stanza in un appartamento condiviso resta la soluzione più utilizzata, ma un canone di 364 euro deve essere sommato alle bollette, alle spese condominiali e agli altri costi legati alla permanenza in città.
Il divario tra i diversi centri universitari resta ampio. La fotografia nazionale è stata riassunta da Skuola.net con queste parole: "Milano città più cara (704 euro), Sud più accessibile". Dopo Milano si trovano Firenze, con 627 euro mensili, Roma con 615 e Bologna con 585. I prezzi più bassi sono stati rilevati a Foggia, Catanzaro e Chieti, dove una singola costa tra 240 e 259 euro.
Nelle zone centrali di Milano si arriva a 823 euro. A Roma, vicino agli atenei privati e per gli alloggi "premium", le richieste possono toccare anche i mille euro al mese. Cifre lontane da quelle pisane, ma inserite in un mercato che rende sempre più difficile scegliere l’università senza considerare prima il costo di una stanza.
Resta poi il nodo dei posti letto negli studentati. Prima del Pnrr erano circa 40mila. Oggi, tra strutture private e convenzionate, ne risultano disponibili circa 80mila, mentre l’obiettivo nazionale è arrivare a 120mila. Entro il 2027 dovrebbero aggiungersene altri 30mila.
I numeri restano lontani dalla domanda potenziale. Gli immatricolati fuori dalla regione di residenza sono circa 400mila e diventano quasi 650mila considerando anche chi studia fuori provincia. Per molti di loro il mercato privato rimane l’unica possibilità. A Pisa, intanto, il conto continua a salire.