Un legame storico che torna al centro della scena culturale cittadina. Alla SMSBiblio, la Biblioteca Comunale di San Michele degli Scalzi, è stata inaugurata lunedì 20 Aprile la mostra itinerante dedicata ai viaggi italiani di Maria Skłodowska-Curie, figura chiave della scienza mondiale e due volte Premio Nobel.
L’esposizione, allestita al primo piano della biblioteca, resterà visitabile fino al 20 Maggio e ripercorre uno dei momenti meno conosciuti ma significativi della vita della scienziata polacca. Pisa, infatti, rappresenta una tappa centrale: proprio qui, il 30 Luglio 1918 alle ore 3:30 del mattino, prese avvio una spedizione scientifica durata tre settimane.
Durante quel viaggio, Maria Skłodowska-Curie, insieme a un gruppo di studiosi italiani, percorse oltre 3000 chilometri per analizzare la radioattività naturale presente in acque termali, fumarole e rocce, in un periodo cruciale per lo sviluppo della ricerca scientifica europea.
All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori Paolo Pesciatini e Riccardo Buscemi, il Console Onorario della Repubblica di Polonia a Firenze Stefano Barlacchi, Małgorzata Fijał dell’Accademia Polacca delle Scienze a Roma e il docente dell’Università di Pisa Lorenzo Di Bari. Dopo i saluti istituzionali è stato proiettato il cortometraggio "Maria Sklodowska-Curie in Italia: alla ricerca del radio".
"Ringraziamo l’Accademia Polacca delle Scienze per aver organizzato questa mostra itinerante – ha detto l’assessore Paolo Pesciatini - che permette di ricordare la storia di questa straordinaria scienziata, che è legata alla nostra città e all’Italia. Una donna straordinaria che ricevette nel 1903 il premio Nobel per la Fisica e nel 1911 quello per la Chimica e una donna instancabile che nel 1918 venne proprio a Pisa per portare avanti la sua attività di ricerca. Considerando la sua la sua biografia, il suo impegno, la sua determinazione, la sua ricerca, credo che si possa dire per lei quello che Giorgio Parisi ha detto per la fisica quantistica in generale, ovvero che è arrivato il momento che questa diventi un patrimonio culturale condiviso. Ecco, io penso che la figura, il pensiero di questa donna straordinaria, che la nostra città ha avuto l'onore di ospitare, possa diventare davvero un valore, un patrimonio culturale condiviso, perché si tratta di una scienziata che ha lavorato per l'umanità e ha messo la sua intera ricerca al servizio dell'umanità"