L'arrivo della Primavera segna un passaggio chiave per il futuro dell’Arena Garibaldi. Il Pisa Sporting Club, in questi mesi, è sempre più vicino a presentare il progetto definitivo di riqualificazione dello stadio, mentre il Comune attende la nuova stima aggiornata del valore dell’impianto, passaggio necessario per aprire la fase decisiva.
Dopo mesi di lavoro, il quadro si sta chiarendo. Il club nerazzurro è pronto a muoversi con lo strumento della Legge Stadi, puntando su un restyling profondo dell’impianto di Porta a Lucca e non su una nuova costruzione altrove. Una scelta ormai consolidata anche a livello istituzionale, con Palazzo Gambacorti che ha già ribadito come il futuro dello stadio resti legato alla sua posizione storica.
Il nodo immediato riguarda la valutazione economica. La precedente stima dell’Arena Garibaldi si aggirava attorno ai 4,29 milioni di euro, ma oggi quel valore è destinato ad aggiornarsi. I lavori effettuati per rendere lo stadio idoneo alla Serie A, con interventi che hanno superato il milione di euro, potrebbero incidere verso l’alto, portando a una rivalutazione dell’impianto. L'incarico è stato formalizzato a fine dicembre a Yard Reaas. A confermarlo fu anche Frida Scarpa, assessore allo sport, durante la commissione consiliare, circa un mese fa, convocata per illustrare il progetto di riqualificazione del portale d’ingresso di via Luigi Bianchi. "Sono in corso interlocuzioni con la società e non è escluso un aggiornamento della stima", aveva spiegato.
In ogni caso, su questa base si aprirà il confronto tra Comune e società. Le strade sono due: una cessione vera e propria dell’area oppure una concessione a lungo termine, fino a 99 anni. È un passaggio che non è solo tecnico ma anche politico. La società nerazzurra dovrà scegliere quale modello adottare.
Perché il punto è proprio questo. Il progetto del Pisa vale circa 30 milioni di euro. Dal punto di vista politico per il Comune sarebbe importante che il Pisa scegliesse la concessione, poiché riqualificare lo stadio da parte della società significherebbe restituire alla città un impianto completamente rinnovato, destinato a tornare patrimonio pubblico nel lungo periodo.
In ogni caso il progetto, affidato allo studio Archea Associati, prevede una trasformazione per fasi dell’Arena, con una capienza intorno ai 16.800 posti, copertura completa e nuovi spazi per servizi, attività e funzioni legate al quartiere. Un intervento che si inserisce nel solco della rigenerazione urbana, con attenzione anche a viabilità e parcheggi, tema ancora aperto dopo lo stop alla vecchia Variante Stadio.
Una volta presentato il progetto, sarà avviata la procedura prevista dalla Legge Stadi, con la Conferenza dei servizi che riunirà tutti gli enti coinvolti. In quella sede si valuteranno non solo lo stadio ma anche le opere collegate, dalle infrastrutture ai servizi per il quartiere.
Le tempistiche sono definite dalla normativa e da esempi già avviati in Italia. La Legge Stadi consente di arrivare all’apertura del cantiere in meno di 18 mesi dalla presentazione del progetto. Nella peggiore delle ipotesi si parla quindi di un avvio tra il 2027 inoltrato e il 2028, ben lontano da scenari più lunghi ipotizzati in passato. Un modello simile è quello di Arezzo, dove il percorso è stato costruito con un confronto continuo tra Comune e società, partendo da una fase preliminare fino alla conferenza decisoria, con lavori previsti a partire dal 2026 e completamento attorno al 2030.
Per Pisa, però, l’obiettivo è accorciare i tempi. Il percorso dell’Arena procede in parallelo con quello del centro sportivo di Gagno e rappresenta uno degli snodi principali per il futuro del club. I due prossimi passi però sono ormai vicini, l'aggiornamento della stima e la presentazione del progetto. Da lì inizierà la vera partita.