Interviste

Bedini, "Pisa investe su storia e identità"

Il vicesindaco traccia il bilancio, "nuovi costumi, restauro del galeone e interventi su strutture e Luminara tra risultati e prospettive"

Il percorso sulle tradizioni storiche entra nella fase più intensa dell’anno. Tra Capodanno Pisano, Regate delle Repubbliche Marinare e Luminara, il Comune fa il punto sui lavori. Il vicesindaco di Pisa Filippo Bedini, con delega alle tradizioni storiche, ripercorre interventi e obiettivi in una intervista esclusiva su Qui News Pisa. Dalla consegna dei nuovi costumi al recupero del galeone storico in legno, fino agli interventi sui luoghi di allenamento delle magistrature e delle barche della Regata di San Ranieri, Bedini rivendica un percorso costruito negli anni. Sullo sfondo anche la valorizzazione della mostra permanente, che dovrebbe essere inaugurata a Maggio in una veste ampliata e rinnovata.

Vicesindaco, partiamo dall’ultimo intervento, quello sui nuovi 59 costumi del Gioco del Ponte. Si tratta di un altro tassello importante nel lavoro di rinnovamento portato avanti in questi anni?
"Sì, hanno dato un impulso decisivo, perché sono arrivati in blocco 59 costumi. Nella somma del lavoro che parte dal 2019, con questo nuovo stock si arriva quasi in fondo."

Si tratta dei costumi delle guardie con corazza e del corteo dei giudici. Era un intervento diventato necessario?
"Sì, era irrimandabile un po’ per tutto. Però, essendo corpi molto numerosi, avevamo un po’ temporeggiato, perché per tutti e 59 ci sono voluti 86mila euro complessivi. C’erano 28 costumi per Tramontana e 28 per Mezzogiorno. All’inizio si era pensato di fare un anno Tramontana e un anno Mezzogiorno, poi siamo riusciti a risparmiare, ad avere delle economie e a scantonare altre risorse, e così li abbiamo fatti tutti insieme."

A questo punto quanto manca per completare il rinnovo complessivo?
"Ora manca veramente poco al completamento del rinnovo totale del corteo. Mancano alcune figure interne alle squadre e ai gruppi di tamburini, poi mancano le guardie al campo senza corazza. Anche quelli sono tanti come costumi, ma meno delle guardie con corazza."

Quindi la parte più numerosa è stata fatta?
"Sì, e in più abbiamo fatto fare anche dei rinforzi nei punti dove tocca la corazza, con degli accorgimenti per farli durare di più nel tempo. Manca ancora qualcosa, ma sostanzialmente, su un nucleo di quasi 800 costumi, io confido nei prossimi due anni, per la fine del mandato, di aver messo tutto in sesto. Credo sia un’impresa titanica, ma anche un lascito importante, perché garantisce per vent’anni che la mostra possa uscire senza costumi mal ridotti. È una cosa che mi sta particolarmente a cuore."

Guardando invece alle Regate delle Repubbliche Marinare, che momento è questo?
"Dovremmo riavere a Maggio il galeone di legno, quello del 1956, cioè il primo galeone. Era sotto il ponte della superstrada e l’ho trovato pieno di sacchi di rifiuti. Finalmente siamo riusciti, anche lì con un impegno di oltre 40mila euro, a farlo restaurare da una maestra d’ascia genovese."

A che punto è il restauro?
"Il lavoro è quasi completato. Abbiamo fatto un sopralluogo in autunno e dovremmo essere in grado di presentare il restauro prima del 2 Giugno. Sarebbe una bella cosa, perché Pisa è l’unica città che non ha restaurato quel tipo di galeone. Se vai ad Amalfi, a Venezia o a Genova, negli arsenali storici fanno bella mostra di questi galeoni di legno".

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Anche sul Gioco del Ponte in questi anni avete lavorato molto sulle sedi e sui luoghi di allenamento. A che punto siamo?
"Con le dodici magistrature siamo partiti quasi da zero. Ora siamo quasi al completo. I luoghi di allenamento più o meno erano quelli, però adesso stiamo portando avanti un progetto per sistemarne alcuni. Ci sono magistrature che hanno più disagi di altre e vogliamo chiudere anche lì, aiutandole ad avere luoghi più decorosi."

Non è un lavoro semplice.
"No, non lo è, perché dobbiamo cercare di ricavare spazi sempre nei quartieri di riferimento, ma non sempre il patrimonio comunale mette a disposizione, in ogni quartiere, uno spazio consono e adatto a quella destinazione. Quindi non è un lavoro semplicissimo, però stiamo cercando di risolvere almeno le criticità."

Tra i nodi affrontati in questi anni c’è stato anche quello legato alla Regata di San Ranieri. Ci sono stati sviluppi?
"Lì alcune situazioni si sono sistemate, altre restano da gestire. Intanto quest’anno abbiamo acquistato due pontili da dare alle squadre che ce li avevano chiesti. Poi la barca verde si è affiliata alla Canottieri Arno e quindi ha trovato casa lì. Per la barca celeste, invece, abbiamo iniziato e sono quasi conclusi i lavori alla casetta dell’Anas, al ponte dell’Aurelia."

Insomma qualcosa si è mosso anche sul fronte delle strutture.
"Sì, la situazione a livello di strutture è migliorata notevolmente. Abbiamo lavorato e stiamo risolvendo anche un problema che aveva la barca celeste sul luogo di allenamento. Anche lì il lavoro è stato fatto d’accordo con le società, per cercare di aiutarle. Non è semplice, perché in golena d’Arno non si può gettare cemento, per i vincoli legati al rischio alluvionale. Quindi ci sono divieti importanti."

I nuovi pontili che ruolo hanno in questo quadro?
"Ci avviamo alla soluzione di quasi tutte le criticità, perché il problema dei pontili è sempre quello più delicato. Quando arrivano le piene, se hai strutture in legno che non puoi spostare è un disastro. Se invece hai strutture modulari, come quelle che usiamo anche allo Scalo dei Renaioli quando si fanno le regate, sono molto più comode. Sono costose, per questo le abbiamo acquistate noi e le concediamo in uso gratuito alle società."

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Dal punto di vista pratico, che vantaggio danno?
"Servono per tirare la barca all’asciutto quando non viene usata, perché lasciarla in acqua ha diverse conseguenze negative. Da un lato assorbe acqua e quindi aumenta di peso, diventando meno competitiva. Dall’altro si incrosta lo scafo, e quindi poi servono maggiori lavori. Tutti gli anni cerchiamo di fare un pezzettino in avanti e facciamo anche un lavoro di manutenzione ordinaria sulle barche che è abbastanza costoso. Ora, con queste strumentazioni per tenerle all’asciutto, le cose migliorano per tutti."

Arriviamo alla Luminara. In questi anni qualcuno ha chiesto più spettacolarizzazione, ma la vostra linea è rimasta diversa.
"Io ho sempre detto che secondo me la Luminara è bella per com’è, per se stessa. Non ha bisogno di spettacolarizzazione. Se qualcuno vuole fare delle sperimentazioni e spettacolarizzarla, si candidi, venga al posto mio e lo farà fra due anni. Finché ci sono io, il taglio è questo qui."

Una linea che, secondo lei, ha dato risultati?
"Mi sembra che abbia riscosso un grandissimo successo. A febbraio abbiamo fatto anche un’assemblea di tipo orientativo e organizzativo con i cittadini che abitano sui lungarni e abbiamo ricevuto un sacco di complimenti. Se chi abita nei palazzi è contento, questo è già un bel segnale."

Dove va concentrato allora il lavoro?
"Io credo che il lavoro debba essere fatto sulle biancherie, perché il pisano vero la Luminara la guarda la mattina dopo, al di là dell’accensione. Guarda se i palazzi hanno una biancheria adatta, completa, ricca. Perché poi puoi fare tutto il lavoro che vuoi, ma se tira vento forte ci puoi fare poco."

Quindi è un lavoro quasi infrastrutturale?
"Sì, è un lavoro importante. Oggi avere il lumino più performante è importante e credo che lì ci siamo arrivati, ma soprattutto bisogna lavorare sulle biancherie. Quest’anno abbiamo cominciato già a Settembre, con i ragazzi che si occupano della Luminara. L'anno scorso siamo andati lungarno per lungarno a vedere dove c’era qualcosa da sistemare, qualche punto da arricchire. Su quella base abbiamo fatto un elenco dei pezzi da acquistare."

C’è anche una novità organizzativa legata al magazzino di Ospedaletto?
"Sì, ci stiamo predisponendo, attraverso la nuova falegnameria che abbiamo inaugurato da pochi giorni al magazzino di Ospedaletto, a farci da soli diversi elementi. Non servono strumentazioni particolari. Quindi ogni palazzo ha trovato, o troverà nelle prossime settimane, un completamento a partire dall’allestimento del 2025. Credo sia un elemento importante."

Avete già realizzato nuovi pezzi?
"Sì, ci hanno consegnato giovedì scorso 35 pezzi a forma di croce pisana, che ci servono per alcuni balconi dove volevamo arricchire l’allestimento con questo simbolo. Ed è anche in linea con un lavoro che abbiamo fatto a livello culturale, con uno studio che poi è diventato una piccola pubblicazione e che abbiamo presentato nel giorno del Capodanno Pisano."

Guardando ai prossimi mesi, c’è qualche altra novità in arrivo?
"Stiamo completando l’allestimento ampliato e rinnovato della mostra permanente. Questa volta è curato da professionisti. Quello inaugurato due anni fa lo avevamo fatto in casa, in modo artigianale. Ora invece è diventato un vero luogo espositivo, con strutture e illuminazione create da professionisti, cioè gli stessi che hanno realizzato il Museo dell’Opera del Duomo"

Quando pensate di inaugurarla?
"Conto di inaugurarla entro la metà di Maggio, materiali permettendo, ma ci dovremmo essere."

Anche il contenuto della mostra sarà arricchito?
"Sì, con tanti pezzi che nell’allestimento precedente non c’erano. Grazie ad accordi importanti con l’Accademia dei Disuniti potremo esporre la pala di San Ranieri. Abbiamo avuto ulteriori donazioni, una corazza, due targoni, e anche la donazione del grande quadro che raffigura il Gioco del Ponte. Sarà una mostra molto più ricca. È uno dei sogni più grandi che si realizzano."

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