Posa della prima pietra per il progetto "Acqua e disabilità" nel centro residenziale "Matteo Remaggi". Un gesto simbolico, che segna l'avvio di un intervento mirato ad abbattere ogni barriera fisica e sociale attraverso la realizzazione di uno spazio all'avanguardia interamente dedicato alla terapia e al benessere delle persone non autosufficienti.
L’idea della piscina terapeutica risale al 2022, quando fu sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Ordine degli architetti per l’affidamento di un concorso di idee destinato alla realizzazione del progetto denominato "Acqua e disabilità". Il percorso è giunto ora alla posa della prima pietra e i lavori termineranno in circa 12 mesi dal loro avvio.
Il centro "Remaggi", per far questo, ha ottenuto i finanziamenti necessari per la costruzione della struttura per un costo complessivo che si aggira intorno a 1,5 milioni di euro, grazie al contributo della Fondazione Pisa, dei Comuni della zona pisana, della Regione, e a risorse proprie. "Questa è una struttura che punta a dare risposta all’area pisana e anche oltre - ha detto il sindaco Michelangelo Betti - è un servizio che al momento nella nostra zona non è presente. Il percorso è partito da tempo, oggi si concretizza con la posa della prima pietra ed è una bella giornata per il Remaggi e per il futuro dei servizi dell'area pisana".
Il presidente del Cda della "Remaggi", Giuseppe Cecchi, che ha "scavato" la prima fossa dopo la benedizione dell'area da parte di don Luca Baù, non ha nascosto la sua soddisfazione. "Una iniziativa simbolica, ma molto importante per noi - ha detto - perché è l'avvio concreto di un programma di lavoro che abbiamo iniziato da un po' di tempo, che ha visto coinvolti molti soggetti, istituzionali e non, e che consentirà la realizzazione di un presidio socio-sanitario pubblico che nella nostra zona non esiste. Non pensiamo sicuramente di risolvere tutti i problemi dei bisogni di salute delle persone, però questo sarà indubbiamente un contributo importante per favorire l'accesso alla riabilitazione in acqua da parte delle persone più fragili che ne avranno bisogno".
La piscina si colloca all'interno della Rsa, ma non è a uso esclusivo degli ospiti: sarà infatti a disposizione del territorio. "Fondazione Pisa - ha aggiunto Pascal Biver - è lieta di partecipare a questa giornata, che segna l’avvio del percorso verso la realizzazione di una struttura molto attesa. Le piscine per l’idrokinesiterapia potranno offrire un importante servizio di riabilitazione per le persone con disabilità, rispondendo a un bisogno del territorio ancora privo di una risposta adeguata. La Fondazione sostiene il progetto con un contributo significativo, affinché questa struttura possa diventare un punto di riferimento per la comunità".