Dopo quasi sette ore di discussione, il consiglio comunale ha adottato il nuovo Piano Operativo Comunale (POC). Un passaggio importante per il futuro urbanistico del territorio, arrivato al termine di un confronto acceso, segnato dalla presentazione di quasi 900 emendamenti da parte dell’opposizione, tutti respinti.
A illustrare il piano è stata l’assessora all’urbanistica Irene Masoni, con un intervento lungo e articolato, che ha toccato sia gli aspetti tecnici sia quelli politici. Al centro, non solo i contenuti del POC, ma anche la denuncia di un clima di forte tensione. L’assessora ha parlato apertamente di “ostruzionismo” e di un tentativo di rallentare i lavori del consiglio.
Soddisfatto il sindaco Michelangelo Betti, che ha rivendicato il risultato: “Vedere il voto favorevole di tutti i consiglieri di maggioranza è motivo di soddisfazione. Si tratta di un pieno riconoscimento al lavoro portato avanti dall'assessora e dagli uffici nel corso del mandato”.
Il primo cittadino ha poi sottolineato il percorso fatto negli ultimi anni, dalla revisione del Piano Strutturale del 2020 fino alla definizione dell’attuale strumento operativo. Ora si apre la fase delle osservazioni, con la possibilità per i cittadini di intervenire sul piano. Non è mancata una critica all’opposizione: “Spiace vedere come i gruppi di minoranza abbiano provato a bloccare il percorso con 883 emendamenti, anziché provare a dare un loro contributo”.
Nel merito, il POC punta a ridefinire il modello di sviluppo della città. Masoni ha parlato di un “lavoro gigantesco” e di una visione che mette al centro la rigenerazione urbana: “Avrei voluto parlare di come questo piano intende restituire vita alle aree dismesse e degradate, invece di passare ore su emendamenti moralmente e istituzionalmente inaccettabili”.
Tra i punti principali, la riduzione del consumo di suolo, con una scelta netta verso il recupero dell’esistente, e una maggiore integrazione tra urbanistica e mobilità. Previsti interventi per migliorare l’accessibilità, con attenzione alle barriere architettoniche e allo sviluppo della rete ciclabile.
Il piano guarda anche ai servizi, con il potenziamento di scuole e impianti sportivi nelle frazioni, e all’ambiente, con la valorizzazione delle aree lungo l’Arno e del patrimonio storico per favorire il turismo.
Cambia anche il rapporto tra pubblico e privato. Per le aree di trasformazione, le opere pubbliche diventano vincolanti, rafforzando il ruolo del Comune nelle scelte urbanistiche. Prevista inoltre una diffusione più capillare dei parcheggi pubblici e maggiore flessibilità per il recupero degli edifici esistenti.