Un riconoscimento che unisce storia, memoria e radici. Il Comune di Cascina ha conferito la cittadinanza onoraria a Colombini, già sindaco della città francese di Aigues-Mortes tra gli anni Settanta e Ottanta, in una cerimonia che si è svolta alla presenza del consiglio comunale.
Un momento carico di significato, come ha sottolineato lo stesso Sodol Colombini, che ha detto, "Sono emozionato a trovarmi in quest’aula, ma sono i miei genitori che avrebbero meritato questo riconoscimento". Una storia che parte da lontano, quella della sua famiglia, originaria di Cascina e trasferitasi in Francia, dove lui stesso ha iniziato a lavorare fin da giovane nelle saline, prima di intraprendere un percorso nel sindacato e poi nelle istituzioni.
Nel suo intervento Colombini ha aggiunto: "Sono venuto per la prima volta a Cascina nel 1954, a 10 anni, con mio padre e mia mamma, che ritrovò alcune vecchie amiche. Fu un momento meraviglioso". Un legame mai interrotto con il territorio d’origine, rafforzato negli anni anche attraverso l’impegno nella ricostruzione della memoria degli emigrati italiani.
Un passaggio importante del suo percorso è legato alla vicenda del 1893, quando alcuni lavoratori italiani furono uccisi nelle saline francesi. Colombini si è fatto promotore di iniziative per riportare alla luce quella pagina di storia, con commemorazioni e una targa pubblica dedicata alle vittime e a chi, in quei giorni, si oppose alla violenza.
Nel ricordare la propria storia familiare ha detto: "Ho detto che questo riconoscimento sarebbe stato più appropriato per mio padre perché fu lui a riunire tutti gli italiani del comune per fare un manifesto antifascista nel 1938 nel quale c’era scritto che se Mussolini avesse aggredito la Francia, gli emigrati italiani avrebbero preso le armi per difendere la Repubblica francese che li aveva accolti. Non so se io meriti personalmente questo diploma, ma so per certo che se lo meritano questa storia e soprattutto la storia dei miei parenti".
A motivare la scelta è stato il sindaco Michelangelo Betti, che ha detto: "Abbiamo deciso di assegnare questo riconoscimento a Sodol Colombini perché la sua vita è stata contraddistinta da un forte impegno civile, politico e sindacale". Betti ha aggiunto: "È figlio di emigranti cascinesi in Francia, è andato a lavorare giovanissimo nelle saline, è stato rappresentante sindacale, quindi sindaco di Agues-Mortes per due mandati, quindi si è impegnato di nuovo nel sindacato e per la propria comunità, con un lavoro di ricostruzione storica sulla prima ondata di emigrazione italiana che partiva dalla Toscana e dalla Liguria verso le saline di Francia".
Un riconoscimento che guarda al passato ma parla anche al presente, come ha sottolineato ancora Betti, ricordando come quella vicenda rappresenti "un’emigrazione italiana che sul finire del 1800 è stata oggetto di persecuzione, con la morte di dieci italiani nel 1893". E allo stesso tempo ha aggiunto: "Come sempre succede, a fianco di episodi crudeli, ci sono stati anche episodi di grande solidarietà verso chi emigrava in quelle zone e Sodol ha lavorato per la ricostruzione di una memoria completa che mettesse in equilibrio l’odio e la ferocia con la fraternità".