Nessuna bocciatura dalla Regione sul Piano operativo comunale di Cascina. Lo ha chiarito l'assessora all'Urbanistica Irene Masoni, che dopo le polemiche dei giorni scorsi sul documento elaborato dall'amministrazione - che ha ricevuto oltre 230 osservazioni - è intervenuta per ribadire la solidità del Piano.
"L’unica cosa fondamentale da dire con chiarezza ai cittadini cascinesi è che la Regione Toscana non ha in alcun modo bocciato il Piano operativo - ha detto - com’è prassi consolidata, l’ente regionale ha presentato le sue osservazioni: un passaggio formale con cui si individuano inevitabili discrasie tecniche, errori di forma o refusi tra gli elaborati, accompagnando l’amministrazione nel perfezionamento degli obiettivi del piano e suggerendo aggiustamenti".
Dunque, nessun pollice verso da Firenze, ma soltanto spunti per un miglioramento. "Riconfermiamo la bontà dei nostri obiettivi e delle nostre strategie - ha ribadito - le critiche sono sempre legittime; la mistificazione della realtà, montata ad arte nei giorni di Ferragosto, lo è molto meno".
"I numeri vanno maneggiati con cura - ha aggiunto l'assessora - parlare di cifre assolute senza rapportarle all’estensione geografica, al numero di abitanti e soprattutto senza distinguere tra interventi di recupero ed edificazione ex novo, è un’operazione poco onesta verso i cittadini. Purtroppo, nell’era dei social, la brevità e il sensazionalismo hanno preso il sopravvento sul confronto politico di merito".
"Questo Piano operativo minimizza la nuova edificazione, senza aver mai sostenuto che sarebbe stata azzerata, e massimizza il recupero dell’esistente. Dà centralità alle opere pubbliche e fissa regole per rendere più vivibili le frazioni, incrementare il verde pubblico e contrastare le isole di calore - ha concluso - le diverse visioni politiche sono legittime. Va tuttavia notato che non tutte le forze politiche oggi così rumorose sui social hanno presentato formalmente delle osservazioni o richiesto gli atti per studiarli. Titoloni ad effetto, post e videofanno parte delle dinamiche comunicative odierne, ma la democrazia rappresentativa non si esaurisce nell'arena dei social, dove spesso si dice tutto e il contrario di tutto".