Via libera al progetto esecutivo per la realizzazione di una cassa di espansione in destra idraulica al fosso Mariana Schippisi. Il documento è stato infatti approvato dal Comune di Cascina e dal Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno.
Ma non solo: oltre al progetto è arrivata anche l'aggiudicazione dei lavori, per un valore complessivo di oltre 1,1 milioni di euro. L'intervento mira a mitigare il rischio idraulico nelle aree delle frazioni di Sant'Anna, San Casciano, San Frediano a Settimo e San Giorgio, storicamente sottoposte a fenomeni di allagamento.
Secondo il cronoprogramma, l'intervento dovrebbe concludersi in un anno dalla data della consegna del cantiere. "Questo intervento - hanno commentato il sindaco Michelangelo Betti e l’assessora all’Urbanistica Irene Masoni - costituisce un passo fondamentale per la tutela della pubblica incolumità, integrandosi perfettamente con gli strumenti urbanistici comunali e il nuovo Piano strutturale intercomunale. Lo studio di sistemazione idraulica del corso d’acqua per la messa in sicurezza del bacino idraulico ha portato a definire diversi interventi che sono stati concertati tra Comune e Consorzio".
Il fosso Mariana Schippisi attraversa infatti zone densamente urbanizzate e soffre di criticità legate a tratti tombati non adeguati a smaltire portate di piena significative. Tale corso d’acqua ricade nel bacino idraulico di Fossa Chiara, che drena le acque di gran parte del comune. La nuova infrastruttura permetterà di alleggerire il corso d’acqua, invasando fino a 25mila metri cubi di acqua durante gli eventi meteorici più intensi. Il sistema è dimensionato per gestire onde di piena con tempi di ritorno fino a 30 anni, garantendo una protezione efficace per l’abitato e le infrastrutture limitrofe, inclusa la Tosco Romagnola.
L’intervento prevede la costruzione di una cassa di espansione su un’area agricola di circa 16.600 metri quadri, l’installazione di uno sfioratore di alimentazione di 30 metri e di una paratoia a ghigliottina per regolare il deflusso delle acque e la realizzazione di un muro d’argine in cemento armato su micropali lungo via Stradello, rivestito in mattoni a faccia vista per minimizzare l’impatto ambientale. Particolare attenzione è stata rivolta poi alla tutela del patrimonio archeologico: durante i saggi preventivi sono stati infatti rinvenuti reperti di epoca etrusca dell'VII secolo avanti Cristo, motivo per cui i lavori si svolgeranno sotto costante sorveglianza archeologica.