Il parere positivo rilasciato dalla Conferenza dei servizi per la costruzione dell’impianto di ossicombustione termica a Peccioli smuove le acque della politica e raccoglie dissensi e dubbi bipartisan sulla trasparenza, sui costi e sulla governace del progetto. Tra secchi no e dubbi e preoccupazioni.
"Il Movimento Cinque Stelle è da sempre contrario al trattamento termico per la gestione dei rifiuti, lavorando alla stesura di progetti che convergano verso un progressivo allineamento in tutte le forme possibili al protocollo Zero Waste verso la riduzione dei rifiuti ed a obiettivi spinti di differenziazione e chiusura del ciclo, per giungere a una celere e progressiva chiusura degli inceneritori esistenti e delle discariche della Toscana. Il nostro “NO” all’ossicombustore non è dunque meramente ideologico - ha spiegato il neo assessore del Comune di Cascina Fausto Bosco - è innanzitutto una scelta politica frutto di approfonditi studi e di attente analisi. L’impianto di ossicombustione non ha riferimenti industriali certi con tutta la documentazione prodotta che si basa su modelli teorici, sia per ciò che concerne il funzionamento dell’impianto che per quanto riguardale emissioni in atmosfera. In pratica, è una scommessa da oltre 130 milioni di Euro. Inoltre, è bene sfatare immediatamente il mito dell'End of Waste: l’ossicombustore produrrà circa 25mila tonnellate annue di “inerti vetrificati” e 88mila tonnellate di CO2. Infine, c’è anche un fattore economico abbastanza rilevante del quale occorre tenere conto: l’ingresso del gestore unico RetiAmbiente nella compagine societaria della proponente Novatosc appare come fondamentale per la sostenibilità dell’operazione, sia per sostenere l’indebitamento iniziale che per la garanzia di una parte importante dei flussi da trattare attesi. Ma se RetiAmbiente finanzia l’impianto, ci sarà un aumento significativo della tariffa (Tari), poiché vige il principio della remunerazione in bolletta degli investimenti sostenuti. Ergo, alla fine a pagare la realizzazione di un impianto oggi più teorico che reale saremo noi cittadini e questo non possiamo permetterlo".
Dello stesso avviso la consigliera regionale del M5s Irene Galletti che, all'indomani della chiusura della Conferenza dei servizi, aspetta di leggere la documentazione allegata. "Sarà una lettura molto attenta, vista anche l’anomala durata dell’iter che ha impiegato due anni di tempo - ha sottolineato Galletti - per essere portato fino in fondo. Segno evidente di una serie di criticità e dubbi che non si possono ignorare, tra i quali quelli descritti dall’assessore Bosco, che a oggi restano aperti. Primo tra tutti la presunta chiusura del ciclo dei rifiuti e delle ricadute dei costi sulla Tari. La posizione come M5S, già espressa altre volte, resta contraria all’ossicombustore, perché nella nostra prospettiva il percorso da intraprendere è quello contenuto nel manifesto Zero Waste, che abbiamo sottoscritto due volte e che continua a essere il nostro orizzonte progettuale. Ci auguriamo che la stessa prospettiva sia tenuta presente anche al momento dell’espressione del voto da parte dei Comuni che si riuniranno il 29 Giugno in assemblea dei soci di Retiambiente, che attendevano l’esito della Cds proprio per esprimersi”.
Al di là delle procedure autorizzative previste dalla normativa, restano tutte le criticità sollevate negli anni anche per Dario Rollo, capogruppo di Valori e Impegno Civico e LeD del Comune di Cascina. "Il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni parla di un risultato importante per la Toscana costiera. Proprio per questo sarebbe opportuno che tutti i Comuni interessati partecipassero realmente alle scelte strategiche e alla governance degli impianti. Se l'impianto - ha ribadito Rollo - rappresenta davvero una straordinaria opportunità per il territorio, allora sarebbe logico aprire la governance dell'intero sistema impiantistico ai Comuni dell'ambito. Per questo rilanciamo una proposta semplice e concreta: Belvedere Spa valuti la cessione di una quota significativa a RetiAmbiente, consentendo una gestione realmente condivisa e pubblica di infrastrutture che svolgono un ruolo strategico per il ciclo dei rifiuti. Ciò che non accettiamo è che ai cittadini venga chiesto un atto di fede. Su un investimento di questa portata servono numeri, documenti, piani industriali e benefici certi per le comunità coinvolte. La trasparenza non è un ostacolo allo sviluppo: è la condizione indispensabile per costruire fiducia, consenso e buona amministrazione".