La discussione sul Piano annuale delle attività comunali e sul Piano economico finanziario del servizio rifiuti riaccende il confronto politico a Cascina. La capogruppo della Lega, Elena Meini, attacca l'amministrazione comunale, sostenendo che dietro documenti definiti tecnici si nascondano in realtà scelte di natura politica che incidono direttamente sulla qualità dei servizi e sul peso della Tari per cittadini e imprese.
"Ancora una volta ci troviamo di fronte a documenti presentati come puramente tecnici, quasi inevitabili, quando invece rappresentano alcune delle scelte più politiche che un’Amministrazione possa compiere. Parlare di rifiuti significa parlare della qualità della vita dei cittadini, del decoro del territorio e soprattutto di quanto ogni famiglia è chiamata a pagare attraverso la TARI", ha detto Meini.
Secondo l'esponente del Carroccio, il piano descrive nel dettaglio l'organizzazione del servizio, ma non indica una strategia per affrontare le criticità segnalate dai cittadini. "Nel Piano delle Attività troviamo una descrizione dettagliata di mezzi, percorsi, frequenze e modalità di raccolta. Un lavoro tecnico accurato, ma manca completamente la parte più importante: la visione politica. Non si spiegano gli obiettivi che l’Amministrazione intende raggiungere, non vengono indicati risultati misurabili, non si individuano le criticità da superare e non esiste un vero cronoprogramma di miglioramento del servizio", ha aggiunto.
Meini ha poi allargato il ragionamento al sistema regionale della gestione dei rifiuti, richiamando il ruolo della Regione Toscana, degli ATO e di RetiAmbiente. Nel suo intervento cita anche il recente dibattito sul termovalorizzatore di Montale e torna a chiedere chiarezza sulla posizione del Comune rispetto all'ossicombustore. "Eppure su uno dei temi più delicati, quello dell’ossicombustore, continuiamo a non conoscere quale sia la posizione dell’Amministrazione comunale di Cascina. È un silenzio che pesa e che i cittadini meritano di vedere chiarito", ha affermato.
La consigliera punta inoltre l'attenzione sul Piano economico finanziario, evidenziando il previsto incremento delle entrate tariffarie nei prossimi anni. "Dietro pagine di formule, coefficienti ARERA e richiami normativi emerge una realtà molto semplice: le entrate tariffarie continuano ad aumentare, passando da circa 9,6 milioni di euro nel 2026 a oltre 10,5 milioni nel 2029. Aumenta nuovamente la TARI questa è l’unica verità. La domanda è una sola: in cambio di questi aumenti, quale miglioramento concreto riceveranno i cittadini?".
Secondo Meini, una parte delle risorse recuperate dalla lotta all'evasione potrebbe essere utilizzata per alleggerire il carico fiscale su famiglie e imprese. "Il piano prevede ogni anno oltre mezzo milione di euro derivante dal recupero dell’evasione TARI. È legittimo chiedersi se una parte di queste risorse non possa essere utilizzata per alleggerire il peso della tariffa sulle famiglie e sulle imprese che pagano regolarmente", ha detto.
In conclusione la capogruppo della Lega ribadisce la propria critica al metodo seguito dall'amministrazione. "Noi contestiamo un metodo di governo, non ci si assume le responsabilità politica, non si chiede alla regione di intervenire, si vota come il partito dice senza pensare ai cittadini,ci si rifugia dietro la tecnica per evitare il confronto politico. La trasparenza non significa pubblicare documenti complessi e incomprensibili. Significa spiegare ai cittadini perché pagano di più, quali servizi miglioreranno e quali risultati si intendono raggiungere. La gestione dei rifiuti non può ridursi a una sommatoria di formule e coefficienti. Serve una visione politica chiara, servono responsabilità e serve il coraggio di assumersi le proprie scelte davanti ai cittadini. Oggi, purtroppo, tutto questo continua a mancare".