Matteo Salvini è tornato a Cascina per sostenere la candidatura di Donatella Legnaioli alle elezioni amministrative del 24 e 25 Maggio. La visita del vicepremier e ministro delle Infrastrutture è servita a dare forza alla campagna della Lega, con un messaggio politico netto rivolto al centrodestra locale e un affondo diretto contro il Pd e l’amministrazione uscente.
Il leader leghista ha rilanciato la sfida per il Comune partendo da due concetti chiari, già emersi nel corso dell’iniziativa pubblica: "Riprenderemo Cascina seguendo il modello Ponsacco" e "ripartiranno i lavori". Due frasi che hanno segnato il senso della sua presenza in città, con il richiamo all’esperienza amministrativa del centrodestra e l’idea di riaprire partite considerate ferme.
Nel suo intervento Salvini ha insistito proprio sul tema delle opere pubbliche. "Se vincerà la Lega verrò personalmente in consiglio comunale a riaprire quei progetti e lavori che fino a 6 anni fa portavamo avanti e sono stati fermati dal Pd", ha detto. Subito dopo ha collegato il ragionamento alla stagione politica vissuta da Cascina, ricordando che "i cascinesi hanno visto il cambiamento nei cinque anni di amministrazione della Lega e poi il rallentamento negli anni del Pd".
A sostegno della candidatura di Legnaioli, Salvini ha anche indicato Ponsacco come riferimento amministrativo. "Le promesse fatte in campagna elettorale a Ponsacco dalla Lega - ha aggiunto - sono diventate più sicurezza, più tranquillità e più serenità e così sarà anche con Donatella Legnaioli nuovo sindaco di Cascina". Un passaggio che ha rafforzato il legame politico con il centrodestra del territorio e che ha dato continuità al messaggio lanciato durante la presentazione della lista.
Uno dei punti più battuti è stato quello della sicurezza. Salvini ha detto che "La polizia locale dipende dal sindaco e c'è modo e modo di usarla, la puoi usare per fare le multe oppure per andare a controllare gli spacciatori sono due punti di vista diversi". Poi ha alzato ulteriormente il tono su piazza Caduti della Libertà: "Non ne possiamo più dei maranza e delle baby gang, toglieremo da questa piazza lo spaccio e riporteremo le famiglie".
Nel corso dell’incontro non sono mancati gli attacchi politici al centrosinistra. Riferendosi alla campagna elettorale in corso, Salvini ha detto che "Chi ha fatto un mandato dovrebbe arrivare in campagna elettorale non dicendo quello che farà, ma quello che ha fatto". Poco prima, anche Donatella Legnaioli aveva affondato il colpo verso l’amministrazione comunale: "Mi hanno detto di portarti a vedere i cantieri aperti, mai chiusi", ha detto.
La tappa cascinese è stata anche l’occasione per presentare la lista della Lega a sostegno di Legnaioli. In primo piano Elena Meini, indicata come capolista, insieme ad altri nomi già noti del partito e del territorio. Durante l’iniziativa c’è stato anche un breve momento di contestazione, che Salvini ha ridimensionato con una battuta: "non c'è più la sinistra di una volta".
Soddisfatta anche la candidata Donatella Legnaioli, "Dopo 21 anni, sto vivendo una delle emozioni più grandi della mia vita. La sezione della Lega di Cascina ha deciso di darmi fiducia, permettendomi di candidarmi come Consigliere Comunale a sostegno di Donatella Legnaioli Sindaco. È un onore e una sfida che accolgo con tutta la grinta e l’amore che provo per il mio territorio. Il 24 e 25 maggio scegliamo il futuro di Cascina. Io ci sono"