Pisa Sporting Club

“Como lanciato, Pisa chiamato all’orgoglio”

Dal ricordo di Como 1999 alla stagione attuale: l’analisi di Raffaele Quaranta tra passato, presente e futuro del Pisa e il legame con la piazza

Raffaele Quaranta

Il 7 Novembre 1999 il Pisa scende in campo a Como con un peso diverso sulle spalle. Pochi giorni prima è scomparso Romeo Anconetani e oltre 500 tifosi nerazzurri riempiono il Sinigaglia per ricordarlo con cori e striscioni. In campo, la squadra di D’Arrigo risponde con una prova solida e concreta: Muoio sblocca la gara, poi è il centrocampo a dettare ritmo ed equilibrio fino al sigillo finale, firmato da Quaranta con una vera e propria serpentina personale che chiude il match sul 2-0. Una vittoria dedicata al “presidentissimo”, che conferma le ambizioni playoff di un gruppo in crescita, poi battuto in semifinale dal Brescello. È proprio da quella partita con i lariani che parte il racconto di Raffaele Quaranta, protagonista di quel pomeriggio e autore del gol che fece esplodere il settore nerazzurro e oggi responsabile tecnico del settore giovanile del Casarano Calcio. Lo abbiamo intervistato su Qui News Pisa.

Partiamo dall’attualità: che stagione è stata per il Pisa?
“Sicuramente la squadra ha pagato lo scotto del salto di categoria dopo tanti anni. C’è stato anche il cambio dell’allenatore e i propositi erano quelli di lottare fino all’ultima giornata per la salvezza. Oggi sembra difficile, guardando la classifica e le squadre coinvolte, che hanno più esperienza. Però, per quello che vedo, il Pisa le partite se le è sempre giocate. Il problema è che quando le cose non vanno bene, poi diventa tutto più complicato”.

La salvezza è ancora possibile?
“Servirebbe un filotto importante di vittorie. Non è impossibile, ma è difficile. L’augurio è arrivare all’ultima giornata con la possibilità di giocarsela. Però, sinceramente, l’ambiente la vede dura”.

Se dovesse arrivare la retrocessione, da dove si riparte?
“Bisogna ripartire dallo zoccolo duro, da quei giocatori che non hanno deluso. Il Pisa deve continuare nel suo percorso e costruire una squadra per fare bene in Serie B e provare a tornare subito su”.

Arriviamo a Como-Pisa: che partita si aspetta?
“Il Como è una squadra in grande forma, gioca bene ed è ormai una realtà consolidata. Ha entusiasmo e qualità. Il Pisa però non ha mai sfigurato e deve affrontare queste gare con orgoglio, per recuperare credibilità e chiudere al meglio il campionato. Pisa è una piazza importante, con tifosi da Serie A”.

Si aspetta una reazione nel finale di stagione?
“Sì, mi aspetto uno scatto d’orgoglio. Mancano poche partite e i giocatori devono dare tutto. Poi quel che succede, succede, ma bisogna uscire a testa alta”.

Torniamo al passato: cosa ricorda di quella vittoria a Como?
“Fu una partita particolare, anche per il clima tra le tifoserie. Noi stavamo facendo una grande stagione. Vincemmo 2-0 e segnai con una giocata personale: partii da destra, saltai due o tre avversari e tirai di sinistra all’angolino. Una bella soddisfazione, soprattutto per i tifosi”.

Era una squadra forte quella del Pisa di allora?
“Era una bella squadra, anche se numericamente eravamo un po’ corti. Dispiace ancora oggi per come finì, soprattutto per quella semifinale persa con il Brescello. Meritavamo almeno la finale”.

Che ricordo ha di quel gruppo?
“Era una squadra che incarnava lo spirito del Pisa. Combattiva, unita. Dispiace non aver regalato una gioia più grande ai tifosi”.

Un giocatore in particolare qualche anno dopo vi vendicò conquistando sul campo la promozione in B...
"Sì, un grandissimo Zattarin nel 2007 ci riscattò. Fui molto contento quando il Pisa tornò in Serie B. La vissi come la chiusura di un cerchio". 

Un messaggio ai tifosi nerazzurri?
“C’è solo da ringraziarli per la passione. Mi auguro che possano tornare a gioire presto e che questo finale di campionato regali un miracolo”.

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