Pisa Sporting Club

​"Dal Pisa allo Scudetto con l'Empoli: la favola di Emanuele De Vita"

Intervista a Francesco De Vita, padre del giovane pisano laureatosi campione d'Italia Under 17. Dai primi passi in nerazzurro fino al tricolore

Emanuele De Vita festeggia lo scudetto conquistato con l'Empoli

La storia di Emanuele De Vita ha il sapore del riscatto e della tenacia. Pisano doc, terzino sinistro classe 2009 dotato di grande corsa e di una struttura fisica importante (1,81 m), Emanuele vanta un piccolo primato storico: è stato il primo calciatore del settore giovanile della ripartenza del Pisa Sporting Club sotto la gestione della famiglia Corrado nella stagione 2017-2018. All'epoca aveva solo otto anni e faceva parte della categoria più piccola dei nerazzurri. I lettori senza dubbio se lo ricorderanno, all'epoca infatti il Pisa, quando passò di mano da Petroni a Corrado, aveva solo tre squadre giovanili che non avevano un campo dove allenarsi. Poi la ripartenza l'anno successivo dopo la cessione societaria.

A 13 anni, dopo essersi messo in mostra a Pisa, arriva la chiamata della Fiorentina. Ma proprio mentre la famiglia si sta recando in sede per definire il passaggio in viola, una telefonata dell'Empoli cambia il destino del ragazzo. Il club azzurro, da sempre un'eccellenza nei settori giovanili, lo porta a Monteboro. Il percorso di Emanuele all'Empoli non è stato tutto in discesa: spesso alternatosi durante la Regular Season, il giovane difensore ha però il "DNA dei playoff". Come già accaduto in Under 16, anche in questa stagione Under 17 si è preso la maglia da titolare nei momenti decisivi, sfornando assist pesanti nella semifinale contro il Genoa (finita 5-2) e disputando una finale monumentale contro la Juventus, travolta per 4-0. Oggi, con lo Scudetto sul petto, il futuro è tutto da scrivere.

Francesco, cominciamo dal traguardo più prestigioso: lo Scudetto Under 17. Com'è andato questo cammino trionfale?

"La Regular Season è stata dominata a mani basse, a parte un paio di scivoloni. Emanuele ha giocato, ma palesemente non era il titolare fisso in quella fase. Ad esempio, nel derby di ritorno contro la Fiorentina, l'altro terzino sinistro veniva dalla febbre, aveva fatto solo mezzo allenamento eppure partì comunque lui titolare. Da genitore a volte ci si resta male, andavo a vedere le partite e giocava venti minuti o mezz'ora. Poi è finita la Regular Season e si sono letteralmente invertiti i ruoli. Emanuele si è allenato con costanza e con voglia, e nei playoff ha sempre giocato lui."

Nei playoff il livello si è alzato, e lui come ha risposto?

"Secondo me è andato in crescendo. Nei quarti contro la Lazio ha fatto una gran partita sia all'andata, finita 0-0 a Roma, sia al ritorno, dove abbiamo vinto 1-0 a Vinci. In semifinale contro il Genoa c'è stata una partita incredibile: sullo 0-0 Emanuele fa un bellissimo assist, ma Orlandi era in fuorigioco. Poi, non si sa come, il primo tempo è finito 2-0 per loro. Ma a inizio ripresa, lancio in profondità per Emanuele, la mette in mezzo e stavolta Orlandi era in gioco: gol. Alla fine abbiamo vinto 5-2, con una tripletta di Perillo e un gol di Olivieri, che tra l'altro è un altro pisano."

E la finalissima contro la Juventus, finita con un rotondo 4-0?

"Vincere 4-0 una finale è una soddisfazione immensa. Nel secondo tempo Emanuele ha avuto persino l'occasione di fare gol: ha calciato e un difensore della Juve l'ha deviata, forse ha fatto un mezzo errore nel tiro, ma ha disputato una bellissima partita. Io sono il babbo, quindi metto in conto di non essere del tutto obiettivo (ride, ndr), ma mi sembra che abbia fatto dei playoff grandiosi."

Che tipo di giocatore è Emanuele? Quali sono le sue caratteristiche?

"È un terzino sinistro che sa difendere e ha molta progressione. Gioca prevalentemente in una difesa a quattro, ma quando lo hanno impiegato come quinto a tutta fascia si è trovato benissimo perché ha tanto polmone. È un giocatore veloce e con un buon fisico, è alto 1,81 m ed è strutturato bene. Se devo trovarli un difetto, ma non diciamolo troppo in giro, forse gli manca ancora quel pelino di sicurezza in se stesso, ma ci sta."

Parliamo di futuro e di prospettive. C'è già qualcosa in piedi o qualche discorso avviato?

"No, sinceramente ad oggi non c'è niente in piedi. Lui ha un contratto di apprendistato che scade il prossimo anno. La palla adesso passa all'Empoli, noi siamo in attesa di capire cosa succederà"

Torniamo indietro nel tempo. Suo figlio ha un legame speciale con il Pisa: faceva parte del primissimo settore giovanile della gestione Corrado nel 2017.

"Esatto! È stata una bellissima parentesi. Noi eravamo la categoria dei più piccoli quando Corrado arrivò a Pisa nel 2017, Emanuele aveva otto anni essendo un 2009. Siamo ancora in contatto con quel gruppo di genitori, sono rimaste grandissime amicizie."

All'epoca, che differenze c'erano tra la realtà del Pisa e quelle di Empoli o Fiorentina?

"A quei tempi noi genitori guardavamo l'Empoli e la Fiorentina come un livello superiore. Ricordo che per fare i tornei noi genitori dovevamo ammazzarci con le macchine per spostarli da un campo all'altro o portarli a mangiare. A Empoli invece c'era già il pulmino societario, ci pensavano loro. Noi siamo pisani e tifiamo Pisa, però si vedeva che lì c'era un'organizzazione di un'altra categoria."

Poi a 13 anni è arrivata la svolta sul mercato. È vero che eravate vicinissimi alla Fiorentina?

"Sì, ci chiamò proprio il loro direttore. Andai in sede al campo sportivo con Emanuele che aveva 13 anni; ricordo che c'era Joe Barone che girava negli uffici e a me, da ignorante in materia, faceva uno strano effetto essere lì a parlare con loro. Ci fecero una bellissima impressione. Pensavo però che Firenze fosse lontana, e per noi genitori l'Empoli o la Fiorentina rappresentavano comunque il massimo del prestigio. Il giorno stesso in cui dovevo andare nella sede del Pisa per comunicare che saremmo andati alla Fiorentina, mi squilla il telefono."

Chi era?

"Un osservatore che prima lavorava a Pisa e che in quel momento era passato all'Empoli. Ero letteralmente in macchina, per strada verso la sede del Pisa. Mi disse: 'Guarda, so che andate via da Pisa, perché non prendete in considerazione l'Empoli? Venite a parlare in sede'. Quando siamo arrivati a Monteboro abbiamo visto l'ambiente, la filosofia del club che cresce i giovani e li vende solo quando hanno un valore reale... insomma, era il sogno di noi genitori e del bimbo, e abbiamo scelto l'Empoli. Ma il Pisa è sempre nel nostro cuore, ci mancherebbe."

Prima dello Scudetto di quest'anno, l'esperienza a Empoli come era andata?

"Il primo anno ha fatto l'Under 14, poi l'Under 15 dove ha giocato regolarmente. In Under 16 l'anno scorso è successa praticamente la stessa cosa di quest'anno: durante la Regular Season era la riserva, poi il terzino titolare si è infortunato ed Emanuele ha fatto benissimo i playoff arrivando fino alla finale, che purtroppo però perdemmo contro l'Inter. Quest'anno si è ripetuto, ma senza l'infortunio del compagno, si è conquistato il posto sul campo."

Per conciliare questi livelli con la vita di tutti i giorni avete dovuto fare anche dei sacrifici sul piano scolastico?

"Sì, purtroppo quest'anno ha dovuto cambiare scuola perché non ce la faceva più con gli allenamenti. Prima andava al Buonarroti a Pisa e aveva un paio di materie sotto, comprensibile visti gli impegni. Sono andato a parlare con i professori e l'insegnante di italiano mi aspettava a braccia incrociate dicendo che il sabato Emanuele non c'era mai. Ma il sabato mattina si allenavano o partivano per le trasferte, dato che erano nel girone del sud e viaggiavano tantissimo. Alla fine lo abbiamo spostato al Santa Caterina, una scuola ottima dove si è tranquillizzato."

Insomma, i piedi per terra, ma questo Scudetto non si cancella.

"È una soddisfazione immensa per lui e per noi genitori, soprattutto se penso a quando da piccolino faceva il portiere con scarsi livelli (ride, ndr). Adesso godiamoci questo titolo. È ancora presto per pensare se riuscirà a fare davvero il calciatore professionista, la strada è lunga, ma intanto questo scudetto è andato."