Pisa Sporting Club

Ex giocatore del Pisa sotto processo per attentato

Sei colpi di pistola contro l'auto del tecnico Antonio Calabro nel 2023. Perez individuato come presunto mandante del fatto

Qui a Pisa ce lo ricordiamo bene Leonardo Perez: uno che in campo non si risparmiava, grinta da vendere, uno di quelli che la maglia nerazzurra se l'è sudata dal 2011 al 2013, lasciando un bel ricordo all'Arena Garibaldi. Eppure, le notizie che arrivano da Lecce non parlano di gol o di promozioni, ma di aule di tribunale e di una storia che, a leggerla bene, par quasi la trama di un film poliziesco di quint'ordine.

La Procura di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex attaccante del Pisa, oggi al Casarano, e per Mauro Vizzino, 45 anni, ex consigliere regionale della Puglia. L'accusa? Roba pesante: essere coinvolti nell'attentato armato contro l'auto di Antonio Calabro, avvenuto a Melendugno nella notte del 23 febbraio 2023. All'epoca Calabro allenava la Virtus Francavilla (dove giocava proprio Perez), mentre oggi siede sulla panchina della Carrarese in Serie B.

I fatti, per come li hanno ricostruiti i magistrati salentini, mettono i brividi. Quella notte, diversi colpi di fucile centrarono in pieno l'Audi A6 di mister Calabro, parcheggiata sotto casa. Un'intimidazione in piena regola. Ma la vera mazzata arriva quando si va a leggere il presunto movente ipotizzato dagli inquirenti: secondo l'accusa, Vizzino sarebbe stato l'istigatore del raid, e il tutto sarebbe nato come una ritorsione, una vendetta bella e buona, per il "poco spazio" che l'allenatore concedeva a Perez in squadra durante la stagione 2022-2023. Perez inoltre sarebbe sotto processo per essere il "mandante" del fatto. 

Spari contro la macchina del mister perché un giocatore non partiva titolare o veniva sostituito troppo spesso. Una roba che con i valori dello sport – e anche con il buon senso – non c'entra assolutamente nulla.

C'è da specificare, per dovere di cronaca, che il politico pugliese respinge ogni addebito e si professa del tutto estraneo alla vicenda. Inoltre, le indagini della Procura non sono ancora riuscite a dare un volto e un nome agli esecutori materiali: insomma, chi ha premuto materialmente il grilletto quella notte resta ancora un fantasma.

Resta il fatto che la richiesta di rinvio a giudizio segna un punto di svolta decisivo in questa brutta pagina di cronaca. Per noi che Perez lo abbiamo visto correre e lottare all'ombra della Torre pendente, fa un certo effetto vederlo accostato a vicende del genere. Ora la palla passa al Giudice per l'udienza preliminare, che dovrà decidere se spedire l'ex nerazzurro e l'ex consigliere direttamente a processo. Una cosa è certa: dal prato verde dell'Arena Garibaldi alle carte della Procura di Lecce, il passo stavolta è stato decisamente troppo lungo.