Inutile nasconderlo, per il Pisa è l’ennesimo bivio, forse l'ultimo, di una stagione che non concede più tregua: a Firenze ci si gioca un pezzo di futuro, forse l’ultima vera possibilità di rimettersi in carreggiata. Ma paradossalmente la pressione più forte potrebbe essere dalla parte della Fiorentina, obbligata dal contesto, dal valore della rosa e dalle aspettative del proprio ambiente a non fallire un derby che rischia di diventare uno snodo anche per loro.
Il Pisa arriva con l’urgenza dei punti, con la consapevolezza che serve una prova di maturità in un campo dove negli anni ha quasi sempre sofferto. E proprio questa combinazione – bisogno assoluto dei nerazzurri e dovere di vittoria dei viola – rende il Franchi il centro di una serata in cui tutto può cambiare in pochi episodi. È una sfida che porta addosso la tensione del dentro o fuori, ma anche la possibilità, per i nerazzurri, di trasformare la stagione in qualcosa di diverso da ciò che sembra scritto oggi. L’ambiente non sarà semplice: al Franchi sono attesi circa ventimila spettatori, con 300 tifosi nerazzurri nel settore ospiti.
La Fiorentina verso il derby. Come arrivano i viola a questa partita? La Fiorentina arriva al derby con un carico di tensione diverso rispetto al Pisa, ma non meno pesante. La stagione viola è stata turbolenta fin dall’inizio: il cambio da Pioli a Vanoli non ha prodotto una svolta immediata e la squadra è rimasta impantanata nella parte bassa della classifica. Solo nelle ultime settimane qualcosa si è mosso, con segnali più convincenti sia sul piano del gioco sia nei risultati. Il successo di Como e quello ottenuto nella trasferta di Conference League in Polonia hanno ridato un minimo di continuità a un gruppo che finora aveva vissuto più difficoltà che certezze. Per il derby contro il Pisa l’obbligo di non sbagliare è evidente, al di là del valore simbolico della gara. Vanoli, squalificato, potrà comunque contare su una rosa quasi al completo, con l’eccezione di Mandragora, il cui posto in mezzo al campo dovrebbe essere preso da Ndour. L’impianto resta quello visto a Como: un 4-3-3 con De Gea di nuovo tra i pali, protetto dalla linea Dodo–Pongracic–Ranieri–Parisi. In mezzo, oltre a Ndour, ci saranno Fagioli e Brescianini, mentre davanti tocca ancora al tridente composto da Harrison, Kean e Solomon, recuperato in extremis. Gudmundsson è stato inserito nella lista dei convocati ma dovrebbe partire dalla panchina, così come Rugani, rientrato solo negli ultimi giorni. Restano invece indisponibili Lamptey e gli squalificati Mandragora e lo stesso Vanoli, con l’aggiunta del rischio diffida per Parisi, Fagioli e Dodo. Vanoli, prima del match, ha commentato così la sfida del Franchi, "Contro il Pisa, che è anche un derby, la partita vale non 6 ma 9 punti“. Dello stesso avviso anche Piccoli, dopo lo 0-3 allo Jagiellonia: “Dobbiamo essere di poche parole e agire. Giocare contro il Pisa per vincere a ogni costo".
Il Pisa verso il derby. Come arriva invece il Pisa a questo appuntamento? I nerazzurri si presentano a Firenze con una lista di assenze che continua a pesare sulle scelte di Hiljemark. Scuffet non rientrerà prima di un mese, Semper è convocato, ma sarà in panchina perché non è ancora del tutto pronto, e anche Vural e Denoon restano fuori. Nicolas sarà quindi ancora il punto di riferimento tra i pali, mentre Stengs, pur alternandosi tra lavoro individuale e gruppo, non è stato convocato. L’impianto di gioco non dovrebbe cambiare rispetto alle ultime uscite. Il tecnico svedese sembra intenzionato a riproporre ancora una volta la linea a tre che ha utilizzato contro Verona e Milan, con Canestrelli, Caracciolo e Bozhinov favoriti per comporre il reparto arretrato. Calabresi resta un’opzione, ma parte più indietro. A centrocampo si va verso la conferma dei titolari della scorsa giornata, anche se sulla sinistra rimane aperto il ballottaggio tra Angori e Leris, soluzione che Hiljemark sta valutando in base alla necessità di copertura o spinta. In attacco qualcosa potrebbe cambiare, ma anche Touré andrà gestito. Tramoni dovrebbe partire fuori, lasciando spazio dal primo minuto a Iling-Junior, che darebbe maggiore profondità sulla corsia mancina. Moreo agirà dall’altra parte, alle spalle dell’unica punta. Ed è proprio qui che si concentra il dubbio principale: Stojilkovic è leggermente avanti, ma Durosinmi è considerato una soluzione credibile per caratteristiche, mentre anche Meister è stato provato nelle ultime sedute, ma partirà dalla panchina. Torna tra i convocati dopo mesi anche Albiol.
LE PROBABILI FORMAZIONI DI FIORENTINA-PISA
FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodo, Ranieri, Pongracic, Parisi; Ndour, Favioli, Brescianini; Harrison, Kean, Solomon. All. Vanoli
PISA (3-4-2-1): Nicolas; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov; Touré, Aebischer, Loyola, Leris; Moreo, Iling-Junior; Stojilkovic. All. Hiljemark