Pisa si prepara a celebrare la Giornata della Legalità con due appuntamenti dedicati alla memoria della strage di Capaci, avvenuta il 23 Maggio 1992, nella quale persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Le iniziative, promosse dal Comune di Pisa attraverso l’assessorato alla legalità, si svolgeranno sabato 23 e mercoledì 27 Maggio.
Il primo momento commemorativo è in programma sabato alle 9.30 in piazza Martiri della Libertà con la deposizione di una corona d’alloro alla presenza delle autorità cittadine. Le celebrazioni proseguiranno poi mercoledì 27 Maggio con una mattinata rivolta in particolare agli studenti delle scuole pisane.
Alle 10.30, davanti all’Edicola della legalità inaugurata nel 2023, interverrà Massimo Caponnetto, figlio del magistrato Antonino Caponnetto, che guidò il pool antimafia di Palermo dopo l’assassinio di Rocco Chinnici. Prevista anche la partecipazione delle autorità cittadine e dei rappresentanti della sottosezione distrettuale di Pisa dell’Associazione Nazionale Magistrati.
"Ogni anno celebriamo questa ricorrenza con iniziative dedicate alla memoria delle vittime della mafia, coinvolgendo in particolare le scuole e le nuove generazioni", ha detto l’assessore alla legalità Giovanna Bonanno. "È un impegno costante che come Amministrazione portiamo avanti per onorare il sacrificio dei magistrati, degli uomini delle scorte e di tutte le persone che hanno perso la vita per difendere la giustizia".
L’assessore ha poi sottolineato il valore della presenza di Massimo Caponnetto a Pisa: "La sua testimonianza rappresenta un’importante occasione di riflessione e approfondimento per i ragazzi delle scuole cittadine e per tutta la comunità".
Nel pomeriggio di mercoledì, alle 17 nella Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, andrà in scena il monologo “Amuninni. Storia di amore e mafia”, scritto e diretto dallo stesso Massimo Caponnetto e tratto dal libro “C’è stato forse un tempo”. Lo spettacolo, a ingresso libero, ripercorre il rapporto tra Antonino Caponnetto e la moglie Bettina Baldi, l’amicizia con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e i giorni successivi alla strage di Capaci, intrecciando memoria privata e impegno civile.