L'allenatore del Pisa Oscar Hiljemark, ha fatto il punto della situazione al rientro dalla sosta parlando di come arriva la squadra a questo appuntamento. Ha anche commentato la recente eliminazione dell'Italia dalle qualificazioni ai Mondiali.
Così il tecnico nerazzurro, nel rispondere alle domande dei giornalisti presenti.
Com'è stato questo lungo periodo di pausa durante la sosta? Anche per lasciarsi alle spalle la sconfitta di Como?
"Abbiamo parlato tanto nei primi giorni e dopo ci siamo allenati forte. Secondo me questa sosta ci ha fatto bene. Abbiamo potuto approfondire ancora alcuni dettagli. Il gruppo l'ho visto molto carico. Abbiamo lavorato insieme per settimane e anche nel metodo abbiamo potuto beneficiare".
I nazionali sono pronti?
"Fisicamente i nazionali sono pronti e stanno bene. In allenamento si sono distinti questa mattina".
Domenica arriva il Torino e nonostante l'ultima partita sta facendo bene.
"Il Torino è una squadra forte, ha cambiato l'allenatore qualche partita fa. E' una squadra con grande fisicità. Sicuro si tratta di una partita importante, ma vale come tutte le altre e noi dobbiamo cercare sempre di ottenere i tre punti. Dopo la Juventus la reazione della squadra è stata molto positiva".
Scuffet come sta? E Marin? Chi giocherà domani?
"Scuffet è convocabile e sono molto contento per questo. Marius non è convocabile, rimarrà fuori anche Durosinmi, Denoon e Vural, per il resto ci sono tutti. Per il resto per le scelte deciderò con l'allenamento di domani. La squadra sta bene".
La Svezia è andata ai Mondiali, l'Italia no... vuoi commentare?
"Per la Svezia sono contento però mi dispiace per l'Italia. E' una cosa difficile analizzare la situazione. Sì abbiamo fatto due punti per andare ai Mondiali, ma forse dobbiamo fare così anche noi. Come Pisa dobbiamo credere nell'impossibile come la Svezia. Abbiamo fatto cose in generale, ma anche molto specificatamente per preparare il Torino".
In allenamento si provano tante cose, ma poi dipende anche dall'avversario. Giocherete a due punte o a una punta domani?
"Domanda interessante, concettualmente è diverso se giocare con Tramoni a centrocampo o in avanti, così come affiancare Moreo a un altro attaccante come Stojilkovc o Meister. Non ho ancora deciso, ma scioglierò le riserve domani. Poi ci sono delle imprevedibilità. Potremmo anche subire gol a causa di un errore e dobbiamo essere bravi a reagire e ad adattarci al match. La sosta mi ha fatto ben sperare, voglio vedere la squadra giocare bene col Torino".
Nel calcio di oggi, moderno, quanto è difficile rimanere con la propria idea nonostante le pressioni di un ambiente?
"Le pressioni sono importanti perché tutti vogliono vincere, ma non dev'essere un problema. Questo è il calcio. L'unica cosa che conta è il Pisa, io sono qua per una strada lunga. E' dura cambiare anche un metodo di lavoro e una mentalità. Il mio lavoro è improntato su questo".
L'approccio è qualcosa di importante per un match.
"Qualche volta funziona, qualche volta no. Ho giocato e ho allenato per anni squadre diverse. Bisogna chiaramente limitare gli errori. la squadra è come un'unica persona e prendere gol contro il Como la partita diventa difficile per il morale del gruppo, viceversa diventa fondamentale invece far bene".
Il cambiamento è un percorso che non si fa in tempi brevi ha detto, quanto tempo ci vuole per lei allora? E qual è l'obiettivo?
"Chiaramente l'obiettivo è la salvezza perché ci sta ancora, ma quello che conta è soprattutto come si sta in campo e la prestazione. E' qualcosa che conta e che oggi è un aspetto fondamentale".
Il centro sportivo quanto è importante per il vostro futuro? Perché dovrebbe essere un aspetto importante del vostro lavoro?
"Un centro sportivo cambia tante cose perché se posso migliorare come club lì si può pranzare, dormire, recuperare, senza dover andare a casa, spezzare il lavoro, ma anche per creare una sensazione familiare, non solo per la squadra ma anche per tutte le persone che lavorano. Questo ci restituisce una importante sensazione e aspetto del lavoro. Le atlre squadre che giocano in altri paesi e ad altri livelli lì i centri sportivi sono enormi. E la Primavera vive insieme alla prima squadra. Sono aspetti non secondari. Il Pisa sta facendo questo step e secondo me è importante anche per il calcio italiano".