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Investire su PMI e blue-chip italiane quotate: ora ci sono gli ETF dedicati

Gli ETF sviluppati per il mercato azionario italiano, infatti, seguono generalmente l’indice Ftse Mib, il paniere di riferimento per conoscere l’andamento quotidiano della piazza di scambio nostrana

Su Borsa Italiana sono stati quotati due fondi negoziati in borsa, cosiddetti ETF, dedicati alle piccole e medie imprese italiane (PMI) e alle blue-chip, ovvero le grandi imprese incluse nell’indice Ftse Mib.

I due ETF rappresentano una novità per il panorama azionario italiano, il quale è sotto rappresentato all’interno dei fondi negoziati in borsa internazionali e pochi sono quelli specializzati sui titoli della Borsa di Milano.

Gli ETF sviluppati per il mercato azionario italiano, infatti, seguono generalmente l’indice Ftse Mib, il paniere di riferimento per conoscere l’andamento quotidiano della piazza di scambio nostrana.

Il “listing” dei due veicoli d’investimento, secondo gli sviluppatori, aiuterà l’azionariato italiano ad acquisire maggiore visibilità.

L’ETF dedicato alle PMI quotate a Milano

Partiamo dalla novità assoluta dell’ETF legato alle PMI quotate su Borsa Italiana con il codice alfanumerico WITA. Gli ideatori (Banca Generali, Investlinx e Intermonte) hanno riunito in un solo prodotto finanziario 100 aziende parte dei maggiori settori industriali.

Sono infatti rappresentati i beni di consumo discrezionali, i servizi di comunicazione, la tecnologia, la sanità, i materiali e altri settori.

Le 100 PMI provengono in gran numero dal segmento Euronext STAR Milan, mentre alcuni dall’Euronext Growth Milan (EGM) dedicato alle piccole imprese da poco quotate, ma dal potenziale di crescita interessante.

Dunque un investitore interessato al mercato azionario italiano ha la possibilità di includere, per la prima volta, un fondo tarato sulle PMI nel proprio portfolio di investimenti su ETF azionari.

Certamente l'investitore dovrà tenere conto della maggiore rischiosità delle azioni legate a società di piccola taglia e con un business ancora in fase di assestamento. I titoli quotati su EGM, poi, sono esentati da alcuni oneri informativi, a cui devono invece sottostare le società quotate sul segmento STAR di Borsa Italiana.

L'altro ETF di cui ci stiamo occupando replica invece le azioni a maggiore capitalizzazione di Piazza Affari, storicamente caratterizzate da una volatilità inferiore rispetto alle small cap.

L’ETF sulle blue-chip italiane

La novità che colpisce dell’ETF sulle blue-chip, riconoscibile dal codice alfanumerico ITAL, è la sua caratteristica di fondo negoziato in borsa attivo e privo di un collegamento a un indice.

ITAL nasce come fondo comune lanciato nel 1996 e di recente trasformato in ETF per consentire agli investitori al dettaglio di esporsi ai titoli in esso inclusi.

Le blue-chip incluse rappresentano il settore bancario (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bper Banca, Banco Bpm), le assicurazioni con Generali, l’energia con Enel e altri comparti industriali con Leonardo, STMicroelectronics, Prysmian ed Eni.

L’exchange-traded fund è a gestione attiva, dunque le azioni rappresentate possono ruotare più spesso rispetto a un normale ETF passivo.

Gli ETF a gestione attiva domiciliati in Europa (UCITS/OICR) sono in crescita, tanto da aver superato gli 85 miliardi di euro di asset in gestione (AUM), un patrimonio quasi triplicato in poco più di due anni stando ai dati pubblicati da Morningstar.

Per concludere. La costituzione di fondi scambiati in Borsa legati ad azioni societarie italiane, potrebbe dare un impulso alla crescita del mercato azionario italiano e offrire visibilità a quelle PMI quotate che lo meritano.

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