Più che pagelle, sono il bilancio amaro di una partita mai davvero giocata. Il Napoli ha fatto il suo, il Pisa ha chiuso la stagione all’Arena tra contestazione e un vuoto tecnico e una resa difficile da accettare. Anche nel suo allenatore, semplicemente il peggior tecnico mai visto nella storia nerazzurra. Che merita un voto adeguato al contesto.
CARACCIOLO, LERIS, CANESTRELLI, CALABRESI E MOREO 6 - In una giornata povera di calcio e piena di amarezza, almeno loro restano nella partita con dignità. Non fanno miracoli, non cambiano il senso della gara, ma tengono un atteggiamento serio, dimostrano di tenerci alla maglia. In un finale così svuotato, è già qualcosa. L'unica nota positiva di un match che in realtà non si è mai giocato, puro allenamento per il Napoli. E' stato positivo vedere Calabresi andare a muso duro su Elmas per chiedere rispetto, così come vedere Caracciolo cercare di battagliare in mezzo al campo. Inoltre Moreo, che ha anche sfiorato il gol nell'unica opportunità di tutto il secondo tempo. Avrebbe meritato di più anche lui. Se ci sono tre giocatori dai quali ripartirei, sono costoro. Per me non ci potranno mai essere fischi.
TUTTI GLI ALTRI 3 - Forse qualcuno avrebbe meritato il 5,5, forse il 5 o il 4, ma il 3 è più che altro un voto simbolico. La partita vista all'Arena Garibaldi ieri è stato un insulto al calcio e allo sport. Il Pisa ha recitato il ruolo di comparsa e di sparring partner. Di fatto aspettando che il cronometro arrivasse al 90' già dai primi minuti della partita. Semper è riuscito nell'impresa di parare un pallone dopo aver già varcato la linea di porta, Aebischer, Akinsanmiro, Hojholt e Angori totalmente in bambola, mentre Stojilkovic s'è mangiato un gol come già altre volte aveva fatto, tra l'ira e i fischi dell'Arena. Di fatto il secondo tempo non si è mai giocato, con la partita che si è semplicemente trascinata fino alla fine. Una partita che ha in qualche modo anche falsato la corsa Champions League. Non ci sono parole.
HILJEMARK 0 - Che dire di un allenatore che, dopo ogni partita, non è riuscito mai una volta a fare un'analisi lucida, un'esame di coscienza, o anche a prendersi una minima responsabilità? Che dire di un allenatore che non è riuscito neanche a far dare un degno saluto, davanti al suo pubblico, a un giocatore come Marius Marin, al passo d'addio, dopo 268 partite in nerazzurro, adducendo poi palesi scuse sul "non essere pronto"? Che dire di un allenatore che è riuscito nell'impresa di eguagliare la peggior striscia negativa della storia del Pisa in 117 anni dalla fondazione? Che dire, ancora, di un allenatore che, di tante cose che poteva dire, se n'è uscito ancora parlando di un anno di contratto, dopo 12 sconfitte in 14 partite, facendosi beffe del rispetto per la piazza e la sala stampa? Che dire di un allenatore che ha dribblato ogni domanda scomoda e si è trincerato dietro le sue posizioni (arrivando perfino a dire di aver seguito la partita su un tablet), che ha eluso qualsiasi tema e con poco rispetto ha esposto solo sorrisi beffardi in sala stampa? Una cosa la possiamo dire, ovvero che tutto questo abbia davvero poco a che fare col professionismo. Zero spaccato.