Cronaca

L'inchiesta, c’è anche Pisa nei file di Epstein

Nei documenti americani spuntano riferimenti al Galilei e messaggi confidenziali. Pisa è tappa di passaggio nel sospetto traffico sessuale di Epstein

Negli “Epstein files” compare anche l’Italia. I documenti riportano con molti dettagli nomi, luoghi e contatti che toccano politica, finanza e tecnologia, specialmente a Milano. I riferimenti italiani sono dentro una mole enorme di materiale reso pubblico dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti: email, messaggi, appunti, foto e atti investigativi. Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019, era in attesa di processo per accuse legate al traffico sessuale di minori. 

Anche Pisa compare nei file legati al caso non solo come scalo aeroportuale, ma come luogo che ricorre in più comunicazioni interne. I documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia americano mostrano una trama fatta di voli, orari precisi, rientri programmati e contatti costanti con al centro il movimento di ragazze. Dentro questo quadro, il nome del “Galileo Galilei” emerge più volte.

Nei documenti il nome di Pisa compare più volte insieme a figure centrali dell’entourage di Epstein. Tra queste c’è la sua assistente Lesley Groff, presenza costante nelle comunicazioni interne, e N.M. (Natalia Molotkova), che in migliaia di email appare impegnata soprattutto nella gestione operativa dei viaggi e delle accuse di sospetta macchina sessuale: prenotazioni, coincidenze, spostamenti di ospiti e ragazze da una città all’altra. Una macchina organizzativa che, nelle carte, restituisce l’idea di un sistema capace di muovere persone attraverso rotte internazionali con precisione quasi aziendale. In Italia, secondo ricostruzioni già emerse nelle inchieste, un ruolo rilevante lo avrebbe avuto anche Jean-Luc Brunel, morto suicida in una cella di Parigi, agente francese legato al mondo della moda. Il suo nome è stato associato non solo alla carriera di modelle lanciate dalla sua agenzia, ma anche ai rapporti con Epstein e a dinamiche che le accuse hanno descritto come parte di un circuito di abusi e sfruttamento.

Pisa compare circa 150 volte negli Epstein files, più che altro nell’organizzazione di viaggi e movimenti di ragazze. La città entra dunque nella mappa di un sistema già al centro di inchieste e condanne negli Stati Uniti. Il riferimento è alle “girls” più volte menzionate nei file, unito alla frequenza dei movimenti e al tono operativo delle comunicazioni.

In una mail del 25 Marzo 2008, attribuita a Epstein, emerge grande irritazione verso un interlocutore che non risponde mentre “sta viaggiando verso Pisa”. "Ti ho chiamato di nuovo oggi. Mi è stato detto che stai viaggiando verso Pisa. Ricordo che hai un cellulare e mi dispiace che tu abbia scelto di non usarlo. Ti chiedo di chiamarmi domani. Sono sicuro che in Italia ci sono telefoni."

Pisa nei messaggi appare soprattutto come scalo di transito. Non come centro operativo, ma come tappa ricorrente nei movimenti organizzati via email: arrivi, rientri in giornata, coincidenze verso altre destinazioni europee. È nei dettagli dei voli, negli orari annotati e nelle comunicazioni logistiche che il nome del Galilei riaffiora.

C'è anche una mail di Epstein in persona che, nel 2018, scrive, mentre sta organizzando un viaggio in Russia e deve far tappa a Pisa: “noleggiare un’auto va bene, ma potrebbe essere pericoloso”.

In un’altra mail scritta da una ragazza, Pisa è chiaramente tappa di passaggio, “È stato bello vederti ieri Jeffrey. Quando parti sabato? Spero di riuscire a vederti prima che tu vada via? Ho parlato con le mie sorelle questa mattina e ho chiesto se fosse possibile per lei volare direttamente in Italia sul volo di ritorno da New York? Hanno controllato i voli e trovato un volo British Airlines la sera del 22 — in questo caso potrebbero viaggiare entrambe insieme durante il volo intercontinentale da JFK a Londra e poi prendere un volo per Vilnius mentre l’altra andrebbe a Pisa, Italia. Potrei cercare i dettagli di ciascun volo e inviarli a Lesley (Groff ndr) così da far risparmiare tempo”.

Nei documenti emerge un modello ricorrente. Alle ragazze veniva messa a disposizione una carta di credito e ogni spesa risultava coperta: trattamenti di bellezza, abiti, gioielli, regali, soggiorni e perfino corsi e attività culturali. Tutto organizzato e pagato. In una email del 15 Maggio 2018 vi è un fitto scambio di mali indirizzata all’“Accademia Italiana di Cucina Pandolfini-professional culinary school and Villa Pandolfini Estate” si parla, ad esempio, di un soggiorno per “due ragazze”, con un supplemento di 600 euro per sistemarle in “ville private”, dal 26 Maggio al 2 Giugno, per una spesa complessiva di 4.784 euro, questo passaggio in particolare viene riportato dal Fatto Quotidiano. 

Incrociando i dati però vi entra anche Pisa nel giochino. Dentro lo stesso filone si inserisce infatti un altro scambio del Maggio 2018. La risposta ricevuta è sintetica, "Il viaggio di ritorno serve prima di tutto per imparare a cucinare. Noleggiare un’auto va bene, ma è pericoloso.". Ancora una volta ricorre la "pericolosità"  nella prenotazione di una macchina. A monte, però, c’è una pianificazione dettagliata del viaggio. L’interlocutrice scrive con tono entusiasta e deferente: “Signore!!! Grazie mille per questa splendida sorpresa!!! Sono emozionatissima!!!! Più tempo passo a pianificare il viaggio, più sembra meraviglioso!”

Poi elenca tappe, voli e richieste di prenotazione: Russia, un hotel “fuori città” per trascorrere alcuni giorni con la madre, poi l’Italia con moduli di arte e cucina, Bologna, Firenze, un appartamento in affitto, noleggio auto, San Gimignano, Pisa “(1 notte, 1 giorno) ?? serve un hotel” e infine Milano, prima del rientro negli Stati Uniti.