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Lupi, nuovi collari a San Rossore

Il Parco investe in gps e fotocamere con intelligenza artificiale. Il presidente Bani, "Fondamentale la collaborazione di tutti"

Due nuovi collari gps e presto fotocamere potenziate con intelligenza artificiale. Prosegue il piano di monitoraggio dei lupi nel Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, in collaborazione con il team del professor Apollonio dell’Università di Sassari, guidato sul campo dal dottor Marco Del Frate.

Nella Tenuta di San Rossore la presenza del lupo è ormai stabile da anni. Il nucleo storico conta oggi 8 esemplari adulti e 2 cuccioli. A questi si sono aggiunti tre nuclei stabili tra Tombolo, Migliarino e Coltano, con 4-6 esemplari per area. Un’espansione che si inserisce nel quadro nazionale di ritorno della specie dopo decenni di assenza.

Negli ultimi giorni sono stati applicati due collari gps ai lupi “Basco” e “Mirto”, che si aggiungono alle 40 fototrappole già distribuite sul territorio. Il nome “Mirto” richiama l’odore percepito al momento della cattura, probabilmente legato a un’area ricca di questa pianta frequentata poco prima dall’animale. “Basco” è invece un ringraziamento simbolico a un cittadino che ha sostenuto negli anni il lavoro del team nell’area di Migliarino.

Il Presidente del Parco, Lorenzo Bani, ha spiegato, "Risultati raggiunti grazie ad una corretta ed oculata gestione con un'attività costante che continua tenendo sotto osservazione tutte le variabili con strumentazioni tecnologiche come i due nuovi collari che sono stati apposti da pochi giorni ai lupi 'Basco' e 'Mirto' e che si aggiungono alle 40 fototrappole distribuite sul territorio".

I collari sono innocui e dopo circa un anno vengono rimossi, con possibilità di sgancio da remoto in caso di necessità. I dati raccolti servono sia alla ricerca sia alla gestione quotidiana, per valutare eventuali interazioni con l’uomo e orientare azioni di prevenzione. Parallelamente prosegue lo studio della dieta, attraverso l’analisi delle feci e dei segni di presenza, insieme al censimento annuale di daini e cinghiali.

Proprio l’equilibrio tra specie è uno degli effetti più evidenti della presenza del lupo. I daini, un tempo in sovrannumero, sono oggi stabili attorno a quota 1.150. La catena alimentare si è riequilibrata e non è più necessario l’intervento diretto dell’uomo.

Una criticità resta fuori dai confini dell’area protetta, nel territorio di Arena Metato, dove una famiglia di lupi è diventata confidente a causa di alimentazioni ripetute da parte dell’uomo. Un comportamento che favorisce l’avvicinamento ai centri abitati. Per questo il Parco richiama alla responsabilità collettiva: non abbandonare rifiuti, non lasciare cibo e non foraggiare la fauna selvatica.