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Micro-batterie dal legno studiate a Pisa

Dalla lignina nascono dispositivi rapidi e sostenibili: lo studio dell’Università di Pisa pubblicato su Journal of Materials Chemistry A

Dagli scarti del legno può arrivare una svolta per l’elettronica del futuro. Un gruppo di ricerca dell’Università di Pisa ha dimostrato che la lignina, sottoprodotto dei processi industriali legati alla carta, può essere utilizzata per creare micro-dispositivi capaci di immagazzinare e rilasciare energia in tempi molto rapidi.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Materials Chemistry A e nasce da una collaborazione che coinvolge anche il Cnr, l’Università di Salerno e l’Università di Vigo. Al centro della ricerca c’è la lignina, componente naturale del legno spesso poco valorizzata nonostante la sua abbondanza e le sue proprietà chimiche.

I ricercatori hanno utilizzato questo materiale come strato attivo all’interno di microcircuiti, ottenendo risultati particolarmente promettenti nello sviluppo dei cosiddetti microsupercondensatori, dispositivi in grado di caricarsi rapidamente e rilasciare energia quasi in modo istantaneo. Una tecnologia che potrebbe trovare applicazione in sensori ambientali, dispositivi biomedicali e strumenti indossabili.

Nel lavoro sono state analizzate diverse tipologie di lignina, ottenute con differenti processi di estrazione, per comprenderne il comportamento elettrico e le potenzialità nei micro-dispositivi.

"In questo progetto il contributo dell’Università di Pisa è stato soprattutto sul fronte chimico: nel nostro laboratorio abbiamo estratto le diverse lignine e ne abbiamo studiato in dettaglio la struttura, per capire come la loro architettura molecolare influenzi il comportamento nei micro-dispositivi", ha detto Operamolla, docente del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale.

L’obiettivo della ricerca è quello di collegare la struttura del materiale alle sue prestazioni, passaggio necessario per trasformare un risultato scientifico in una tecnologia concreta. "Mettere in relazione struttura e prestazioni è fondamentale: solo così possiamo trasformare un risultato scientifico in una tecnologia realmente applicabile", ha aggiunto.

La prospettiva, secondo i ricercatori, è quella di utilizzare una risorsa rinnovabile e abbondante per sviluppare soluzioni sostenibili nel campo dell’energia. "Stiamo parlando di uno scarto abbondante e rinnovabile che può diventare un elemento chiave per l’elettronica del futuro. Se la lignina riesce a funzionare come cuore di micro-accumulatori energetici sostenibili, allora significa che l’innovazione può nascere anche dal legno e contribuire a rendere più verde la tecnologia di domani", ha concluso Operamolla.