Mentre sono stati resi noti i ricorsi presentati da sei enti locali della Piana di Firenze contro il decreto di approvazione della Valutazione di impatto ambientale del master plan del nuovo aeroporto di Peretola, dalle parti di Pisa tutto sembra tacere. Eppure, come ha ricordato il consigliere di opposizione Enrico Bruni, il Consiglio comunale ha votato all'unanimità una posizione contraria all'ampliamento dello scalo, con l'impegno per l'amministrazione di muoversi al Tar entro il termine del 16 Gennaio.
"Poniamo una domanda che non può più essere elusa: il Comune di Pisa ha presentato ricorso contro il provvedimento di ampliamento di Peretola oppure no? - ha domandato Bruni - in questi giorni abbiamo visto i ricorsi degli Amici di Pisa e delle associazioni ambientaliste e quelli di Comuni direttamente coinvolti, come Sesto Fiorentino e altri enti della Piana, nonché quello dell’Università di Firenze. Del Comune di Pisa, invece, non si ha notizia".
"Se il ricorso è stato presentato, chiediamo di sapere quando, con quali contenuti, a chi è stato affidato e se sia stato notificato nei termini - ha aggiunto - se non è stato presentato, è doveroso spiegare perché non si è dato seguito a un indirizzo espresso all’unanimità dal Consiglio comunale".
Per Bruni, però, la questione non si esaurisce soltanto in questo passaggio formale. "Se davvero si ritiene che il futuro di Pisa non si giochi su una contrapposizione aeroportuale, allora è legittimo chiedere al sindaco Conti che cosa stia facendo per rafforzare il ruolo infrastrutturale e strategico della città - ha proseguito - e quali iniziative sono state assunte per il quadruplicamento della linea ferroviaria Firenze-Pisa. Perché Pisa non ha alzato la voce quando, alla fine della scorsa legislatura, il gestore aeroportuale ha di fatto rifiutato di riaprire e rafforzare il protocollo di collaborazione con Regione ed enti locali, interrompendo un percorso che aveva prodotto risultati concreti?".
"Sono domande che riguardano la capacità di questa città di contare, di stare ai tavoli giusti e di difendere i propri interessi senza urlare, ma anche senza tacere - ha concluso - per questo chiediamo una risposta pubblica, chiara e documentata. Il Consiglio comunale non può essere coinvolto solo al momento del voto, per poi essere ignorato quando si tratta di assumere decisioni conseguenti".