Interviste

"Peretola, Pisa non resti a guardare"

Gianni Conzadori, vicepresidente dell'Associazione Amici di Pisa interviene sul nuovo decreto ambientale e sui rischi per lo sviluppo del Galilei.

Gianni Conzadori assieme a Franco Ferraro

Il nuovo decreto del Ministero dell’Ambiente sul progetto del nuovo aeroporto di Peretola ha riacceso il dibattito sul futuro del sistema aeroportuale toscano e sul ruolo dello scalo Galilei di Pisa. Dopo l’integrazione al precedente decreto VIA-VAS del Novembre 2025, che esclude la presenza di habitat prioritari nell’area interessata dall’opera, si apre ora una nuova fase fatta di ricorsi, attese giudiziarie e scontri politici. Gianni Conzadori, vicepresidente dell’associazione Amici di Pisa ed ex pilota militare e comandante di linea, analizza le conseguenze del nuovo provvedimento, le prospettive dei ricorsi al Tar e le possibili ripercussioni sul futuro dell’aeroporto pisano.

Ecco la situazione attuale. Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e il Ministero della cultura, avevano emesso il 12 novembre 2025 il Decreto interministeriale di VIA-VAS , n 678, che prevedendo la presenza di habitat e/o specie prioritarie all’interno dell’areale di Peretola, rendeva necessaria l’autorizzazione della Commissione UE, per la realizzazione del nuovo aeroporto fiorentino. Il 30 Aprile 2026, il Ministero dell’Ambiente, emetteva il DM 253, ad integrazione del DM 678 che correggeva il proprio parere, confermandola presenza nell’areale aeroportuale di habitat d’interesse comunitario, ma non di natura prioritaria, annullando quindi il parere vincolante della Commissione UE, essendo sufficiente inviare l’informativa del proponente sulla realizzazione dell’opera e sulle misure di mitigazione e compensazione previste per correggere gl’impatti ambientali derivanti.

Conzadori, alla luce di questo, in assenza del parere vincolante europeo, possono iniziare subito i lavori a Peretola?
"Non proprio! E’ cautelativo attendere le sentenze del TAR, anche su eventuali eccezioni sollevate sul DM 253 e convocare la Conferenza dei servizi, per non trovarsi in corso d’opera di fronte ad improvvisi stop dei lavori e a dover rispondere di danni erariali causati da frette ingiustificate"

Quindi fate un nuovo ricorso contro il nuovo Decreto 253?
"
Considerando che il DM 253 chiarisce che esso “deve essere letto unitamente al decreto di VIA n. 678, del 12 novembre 2025, costituendo con esso un unico contesto provvedimentale”, riteniamo a nostro avviso prudenzialmente, presentare un ricorso per motivi aggiunti, perché quello notificato era incardinato essenzialmente ad aggredire il Decreto -VAS 678".

Pensate che anche altri ricorrenti seguiranno il vostro esempio?
"Riteniamo di si, visto l’invito a rispettare i tempi necessari ad affrontare i successivi gradi di giudizio, già annunciato dalla Vicesindaca, Claudia Pecchioli, Sindaco facente funzione di Sesto, mancando ora Falchi, eletto in Regione. Inoltre, andati a sentenza i ricorsi, la Piana vedrà un nuovo quadro politico, a seguito delle imminenti elezioni amministrative e Prato, interessata dagli impatti dell’opera, potrà attivarsi, visto che il reggente Commissario governativo non ha ritenuto di dover presentare ricorsi al TAR".

Come valutate la scelta del Comune di Pisa di non presentare ricorso al Tar, nonostante la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale?

"La mozione, approvata all’unanimità dai Consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, non è stata notificata dal Sindaco, a sua detta, su parere dell’Avvocatura civica. Giustificazione, contestata nel merito e nei tempi, in quanto il parere, datato 11 gg dopo la scadenza dei termini, anche se fosse stato favorevole alla presentazione del ricorso, non avrebbe più permesso di notificarlo, per intervenuta scadenza dei termini. Inoltre la giustificazione addotta nel merito e cioè che Pisa non era direttamente interessata alla presentazione del ricorso contro un’opera di un altro Comune, ribadiamo che era invece importante presentarlo, a maggior ragione da parte di un azionista di minoranza, come lo sono gli Amici di Pisa e Piccoli Azionisti, che l’hanno presentato per evitare il depotenziamento dello sviluppo del Galilei. Convincimento che si rafforza per il contenuto del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti-ENAC (PNA), che Salvini preme di far approvare al più presto e che a nostro giudizio contiene gravi penalizzazioni per Pisa, che avvantaggiano Firenze. Di fronte alla passività sull’argomento, chiediamo ad Assessori e Sindaco: “Se Firenze deviasse il corso dell’Arno, per migliorare l’irrigazione della Piana, danneggiando però gli agricoltori pisani, si asterrebbe dai ricorsi perché l’opera è realizzata in un altro comune?”

Siete allora pessimisti sul futuro sviluppo del Galilei?
"Pensiamo che l’insediamento territoriale di un aeroporto dovrebbe rispondere essenzialmente a criteri: ambientali, di sicurezza, operatività e convenienza economica/industriale e non politici. Ci cadono le braccia quando il Governatore Giani afferma che bisogna costruire la nuova pista, perché l’attuale non ha la via di rullaggio. Ciò vuol dire che ripete solo slogan graditi al suo bacino elettorale, senza studiare i dossier. Gli riveliamo che la nuova pista 11 29, sarà monodirezionale come l’attuale, 05 23, con analoghe penalizzazioni operative sul suo utilizzo e non avrà la VIA di rullaggio, perchè Firenze non l’ha mai voluta costruire, sebbene imposta dalla VIA 2003. ”Studi Governatore! I due vicepresidenti pisani del Consiglio regionale, lo consiglino meglio!”