Politica

450 nuovi affitti brevi in un anno

Diritti in Comune denuncia l’aumento delle locazioni turistiche tra Gennaio e Dicembre 2025 e accusa parte del centrosinistra di minimizzare

Il tema degli affitti brevi torna a infiammare il dibattito politico a Pisa, dopo i nuovi dati diffusi da Diritti in Comune. Per il movimento, rappresentato dall’avvocata Giulia Contini, l’aumento delle locazioni turistiche registrato nel corso del 2025 non può essere minimizzato. La nota diffusa dal gruppo sottolinea che "più 450 sono infatti gli immobili che da Gennaio a Dicembre 2025 sono stati sottratti alla funzione abitativa per diventare case per turisti". Un dato che, secondo Diritti in Comune, conferma un trend ormai strutturale e che contribuisce a rendere sempre più difficile l’accesso a un’abitazione stabile.

Contini ha detto che "la casa, per noi, è di chi l’abita e non di chi ne trae profitto senza tener conto dei limiti della funzione sociale che ha la proprietà". Una posizione che si accompagna alla critica verso chi, nelle istituzioni, inviterebbe a ridimensionare il fenomeno. Nella nota si legge infatti che "non possiamo che criticare duramente la posizione assolutamente non condivisibile ed in piena sintonia con la destra espressa sui quotidiani da alcuni esponenti del centrosinistra", con riferimento alle recenti dichiarazioni del sindaco di Cascina, dell’assessora al turismo del Comune di Vicopisano e del consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Massimiliano Ghimenti. Per Diritti in Comune, sottovalutare il tema equivale a ignorare gli effetti della gentrificazione e lo spostamento dei residenti verso aree sempre più lontane dal centro urbano.

Contini ha spiegato che vivere a Pisa è diventato difficile, perché "non vi sono più case disponibili e quindi le persone sono costrette ad abitare sempre più lontane dal centro cittadino". Un meccanismo che, se esteso ai comuni limitrofi, rischia di aggravare ulteriormente il problema. Il movimento invita a non guardare agli affitti brevi solo come a un’opportunità economica per chi integra un reddito insufficiente, ma come a un fenomeno che richiede interventi coordinati. "Se le locazioni turistiche sono usate come fonte di reddito per un salario da fame, allora bisogna da un lato occuparsi di politiche sul lavoro che non costringano a sfruttare la casa come unico elemento di integrazione", ha aggiunto.

Per Diritti in Comune è necessario un doppio percorso: investire sulle locazioni abitative di lungo periodo e regolamentare in modo chiaro gli affitti brevi. Contini ha citato la normativa regionale, definendola "un buon primo passo", e ha giudicato un errore qualsiasi tentativo di arretrare su quella impostazione. La proposta del movimento è quella di collegare la regolamentazione al bisogno abitativo e alla condizione economica dei proprietari, sulla base di modelli già elaborati da realtà come ATA – Alta Tensione Abitativa – attiva a Venezia, e sostenuti anche per Pisa.

Nella parte finale della nota, Contini richiama l’urgenza di un’azione politica più strutturata: "Ribadiamo l’urgenza di interventi decisi e integrati: solo in questo modo si può incidere sulla mancanza di case accessibili per vivere, problematica che oggi affligge sempre un maggior numero di persone e continua a portarci davanti agli occhi le tragedie dei sempre più numerosi suicidi per sfratto".