Se n’è andato Pierangelo Matteoni, figura conosciuta e riconosciuta nel cuore della città. Aveva 78 anni ed era cresciuto nel quartiere di San Martino, dove aveva costruito nel tempo un legame profondo con le tradizioni popolari e la vita cittadina.
Penultimo di otto fratelli, Matteoni ha attraversato diverse stagioni della storia pisana, dalle battaglie politiche del Sessantotto fino alle regate, ma soprattutto al Gioco del Ponte, di cui è stato protagonista in più ruoli. Prima combattente, poi caposchiera e infine capitano della sua parte, San Martino, diventando nel tempo uno dei volti più rappresentativi della manifestazione.
Negli anni Ottanta, insieme ai fratelli Romano ed Enzo, ha contribuito a tenere viva e rilanciare la tradizione, portando avanti con convinzione un’idea di pisanità legata all’identità e all’orgoglio cittadino. La sua bottega nel quartiere era un punto di riferimento per appassionati e protagonisti del Gioco, un luogo di incontro dove si respirava il senso di appartenenza.
Artista e restauratore, legato al pittore Enrico Fornaini, ha partecipato a interventi in tutta la provincia. Si definiva anarchico e figlio dei fiori, mantenendo nel tempo uno spirito libero e riconoscibile, che lo ha reso una figura unica nel panorama cittadino.
Il cordoglio è arrivato da tutto il mondo del Gioco del Ponte. La Magistratura di San Martino ha ricordato: "Con grande tristezza apprendiamo dai familiari che ci ha lasciati Pierangelo Matteoni, icona storica del Gioco del Ponte, della Magistratura di San Martino (di cui è stato combattente, caposchiera e capitano negli anni) e di una famiglia che per anni ha incarnato lo spirito più vero e nobile del Gioco del Ponte".
Anche il Comando di Tramontana ha voluto rendergli omaggio: "con commozione e affetto saluta Pierangelo Matteoni, figura storica ed emblematica del Gioco del Ponte; valoroso e indomito uomo australe e inconfondibile emblema della Magistratura di San Martino, prima come combattente e poi come capitano, ha incarnato una delle figure più rappresentative di Pisa e del Gioco fin dalla ripresa degli anni Ottanta onorandolo con passione ed entusiasmo. Alla sua famiglia, al Comando di Mezzogiorno, al suo San Martino giunga il nostro abbraccio più sincero".