Dopo la presa di posizione di Diritti in Comune, anche la CUB Pisa interviene sul progetto per la realizzazione di nuovi depositi destinati a esplosivi e munizionamento nell’aeroporto militare di San Giusto.
La procedura per la realizzazione di una “riservetta per stoccaggio esplosivi e munizionamento per esigenze FCA” risulta nella documentazione ufficiale dell’Aeronautica Militare, con gara inserita il 16 Giugno 2026.
“La denuncia arriva da Diritti in Comune che porta alla luce l’ulteriore grande opera militare che va ad aggiungersi a quelle già realizzate e previste e per le quali esistono grandi stanziamenti economici”, scrive il sindacato, collegando l’intervento alle altre infrastrutture militari presenti o programmate sul territorio pisano.
La CUB richiama, tra gli altri, gli investimenti sulla 46ª Brigata Aerea e sulla flotta di trasporto militare. L’Aeronautica Militare conferma che il C-130J è impiegato dalla 46ª Brigata Aerea di Pisa e rappresenta una componente centrale del trasporto militare nazionale, anche nelle operazioni fuori dai confini italiani.
Secondo il sindacato, i diversi programmi in corso devono essere letti all’interno di un quadro più ampio.
“Questi fatti dimostrano come in anni lontani il territorio della città toscana era già considerato strategico a fini militari. Lo era come snodo ferroviario nella seconda Guerra Mondiale, lo era negli anni della Guerra del Vietnam o nelle guerre del Golfo e in Medio Oriente quando da Camp Darby partivano ingenti quantitativi di armi e di militari, lo sarà in misura ancor maggiore nell’immediato futuro”.
La CUB riprende quindi le preoccupazioni già espresse da Diritti in Comune sulla vicinanza delle nuove strutture ai quartieri cittadini e all’aeroporto civile.
“Dalla documentazione ufficiale del Ministero della Difesa presentata dalla lista Una città in Comune ampio riscontro degli interventi infrastrutturali a fini militari a ridosso per altro di un quartiere densamente abitato come quello di San Giusto e a poche decine di metri dall’aeroporto civile di media grandezza Galilei”.
Il sindacato sostiene che la crescita delle infrastrutture militari possa modificare ulteriormente il ruolo logistico dello scalo pisano.
“Se l’aeroporto militare di Pisa acquisterà sempre maggiore valenza strategica come polo logistico e di materiale bellico, ospitare depositi di armi rappresenta un pericolo oggettivo per tutta la popolazione che vive nel quartiere realizzando quel progetto di grande Hub militare abbozzato a inizio secolo”.
Da qui la richiesta di chiarimenti alle istituzioni locali.
“Ci chiediamo allora quale sia il ruolo del Comune di Pisa e della Regione Toscana in questa nuova grande infrastruttura militare che fa del territorio toscano un’area logistica determinante per gli scenari di guerra, quali saranno le posizioni del centro sinistra e dei sindacati”.
La posizione della CUB è infine contraria all’ulteriore sviluppo delle infrastrutture militari sul territorio: “Schierarsi contro la economia di guerra significa anche opporsi ai processi di militarizzazione sui territori”.