Nel carcere "don Bosco" è stato introdotto il sistema di monitoraggio glicemico in continuo per i detenuti affetti da diabete. L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla donazione effettuata dal Rotary Club Pisa San Rossore, con l'obiettivo di migliorare l'assistenza dei pazienti diabetici detenuti attraverso la tecnologia.
Il monitoraggio glicemico in continuo consente di rilevare costantemente i livelli di glucosio nel sangue attraverso appositi sensori, migliorando la gestione terapeutica del diabete, riducendo il rischio di episodi di ipo e iperglicemia e favorendo una maggiore appropriatezza clinica.
"La telemedicina e le nuove tecnologie rappresentano strumenti fondamentali per garantire una presa in carico efficace dei pazienti diabetici ovunque essi si trovino - ha spiegato Graziano Di Cianni, direttore della Diabetologia dell'Azienda Usl Toscana nord ovest - pensiamo ai residenti nelle piccole isole, dove le distanze geografiche possono rappresentare un ostacolo all'accesso alle cure specialistiche, ma anche agli ospiti delle Rsa oppure appunto ai detenuti, che vivono limitazioni oggettive nella possibilità di spostarsi. In questi contesti, il monitoraggio glicemico in continuo e la gestione da remoto dei dati clinici consentono di assicurare continuità assistenziale, appropriatezza terapeutica e qualità delle cure".
"L’avvio di questo nuovo servizio rappresenta un passo fondamentale per consolidare il principio di equivalenza delle cure tra la popolazione detenuta e la collettività - ha commentato Lisa Perugino, direttrice della Sanità penitenziaria e Tutela della salute in carcere dell’Ausl - il nostro impegno quotidiano nella sanità penitenziaria si fonda sulla continuità assistenziale e sulla gestione delle fragilità, con un’attenzione profonda alle differenze di genere e culturali. L'innovazione tecnologica e la forte integrazione dei nostri servizi medici sono un aiuto prezioso per il nostro impegno nel garantire una presa in carico globale e personalizzata".
Alla consegna dei sensori donati dal Rotary erano presenti anche la diabetologa Francesca Pancani e l'infermiera Stefania Giuntoli, la direttrice del carcere di Pisa, Alice Lazzarotto, la responsabile dei servizi sanitari della struttura, Bianca Maria Melis, e ovviamente il presidente Maurizio Sbrana e il tesoriere Andrea Palla dello stesso Rotary.
"Assicurare equità di accesso alle cure significa garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dal contesto in cui si trovano, la possibilità di ricevere risposte sanitarie appropriate e di qualità - ha concluso Maria Letizia Casani, direttrice generale dell'Ausl Toscana nord ovest - anche all'interno degli istituti penitenziari il diritto alla salute deve essere pienamente tutelato. La tecnologia può aiutarci in modo determinante a raggiungere questo obiettivo, consentendo di superare barriere logistiche e organizzative e rendendo l'assistenza sempre più vicina ai bisogni reali delle persone".