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"Al Don Bosco situazione ormai insostenibile"

L'allarme dell'Al.Si.P.Pe. dopo gli episodi nel reparto femminile del carcere di Pisa. Il sindacato chiede interventi immediati e maggiori tutele

Tre agenti di Polizia penitenziaria finite in ospedale nel giro di pochi giorni. È quanto denuncia la segreteria pisana dell'Al.Si.P.Pe., Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria, che torna a lanciare l'allarme sulle condizioni di sicurezza all'interno della casa circondariale Don Bosco di Pisa. Secondo la ricostruzione del sindacato, gli ultimi episodi si sarebbero verificati nel reparto femminile e avrebbero coinvolto la stessa detenuta.

"La situazione all'interno della casa circondariale 'Don Bosco' di Pisa ha superato ogni limite di tolleranza. Non passa giorno senza che il personale della polizia penitenziaria debba fare i conti con la violenza incontrollata di soggetti che evidentemente non vengono gestiti con i giusti provvedimenti", sostiene Al.Si.P.Pe.

Il sindacato riferisce che una detenuta, descritta come già nota per comportamenti aggressivi, sarebbe stata protagonista di una serie di episodi ravvicinati. Durante una colluttazione con altre detenute sarebbero intervenute due poliziotte. Entrambe avrebbero successivamente avuto bisogno delle cure ospedaliere: una avrebbe riportato la frattura di un polso, con una prognosi di 28 giorni, mentre l'altra sarebbe stata colpita con un pugno al volto. In un altro episodio, sempre secondo la ricostruzione sindacale, una terza agente sarebbe rimasta ferita dopo che la detenuta avrebbe chiuso con forza un cancello sul suo braccio.

"Questo grave e inaccettabile susseguirsi di episodi non è solo la condotta di una singola detenuta violenta – che pretendiamo venga immediatamente e permanentemente allontanata da questo istituto – ma è il sintomo di una pericolosa incapacità di dare risposte rapide e risolutive di fronte a soggetti che mettono costantemente a repentaglio l'incolumità di chi lavora", prosegue la nota.

L'organizzazione sindacale chiede quindi il trasferimento della detenuta, interventi per isolare i soggetti responsabili di comportamenti violenti reiterati e provvedimenti per aumentare la sicurezza del personale.

"Non si può continuare a tollerare che il personale paghi con la propria pelle la permanenza in struttura di elementi ingestibili", sostiene il sindacato, che chiede "misure concrete a tutela del personale, che non può continuare a subire aggressioni quotidiane senza che vi sia una risposta forte e dissuasiva da parte dell'Amministrazione".

Al.Si.P.Pe. conclude esprimendo solidarietà alle tre poliziotte coinvolte: "Vogliamo innanzitutto esprimere la nostra più profonda e sincera solidarietà a tutte le colleghe coinvolte, augurando loro una prontissima guarigione dai traumi subiti".