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Al Verdi una nuova stagione con danza e musical

Sette mesi di opera, prosa e un omaggio speciale a Carlo Collodi: svelati i nomi di attori e artisti che saliranno sul palco per una nuova annata

Si comincia come da tradizione a Ottobre e, per sette mesi, il palcoscenico del Teatro Verdi di Pisa ospiterà opera lirica e prosa, ma anche danza, musical per i più piccoli e uno speciale omaggio a Carlo Collodi, il "babbo" di Pinocchio, nel bicentenario della sua nascita.

Ad aprire la stagione 2026/2027 del teatro cittadino, sotto la direzione artistica di Marco Tutino, sarà l’opera: il 23 Ottobre si terrà la prima esecuzione mondiale di una nuova versione dell’opera Dido and Aeneas di Henry Purcell. La più nota pagina del barocco inglese, su questa scena rappresentata solo una volta nel 2006, verrà ora proposta in una coproduzione con il Teatro Goldoni di Livorno sotto la direzione di Attilio Cremonesi, sul podio dell’Ensemble Auser Musici, e nella regia di Francesco Bondì, assieme autori della nuova ipotesi, ancora inedita, di ricostruzione musicale e drammaturgica.

La stagione operistica virerà a Dicembre sulle atmosfere geniali e briose di Gioachino Rossini, passando poi nel 2027 con due titoli del catalogo verdiano da almeno un decennio assenti da Pisa. Ovvero, Otello, penultimo capolavoro del maestro di Busseto, e Aida. Il gran finale chiude con la solennità della Roma antica, questa volta nell’età imperiale con la Clemenza di Tito, opera che segna il ritorno di Wolfgang Amadeus Mozart all’opera seria.

"Desidero ringraziare il nostro pubblico attento, esigente, affezionato e appassionato perché accoglie con entusiasmo le nostre proposte artistiche frutto di infinite peripezie e di tanto impegno - ha detto il presidente della Fondazione Teatro Verdi, Diego Fiorini - a tutte le istituzioni, aziende private e mecenati pisani che hanno scelto di sostenere la cultura con entusiasmo dico un doppio grazie. Un triplo grazie è dedicato alle decine e decine di persone che ogni giorno lavorano per regalare ai nostri spettatori il sogno di una messa in scena che tocchi il loro cuore".

Per la prosa, invece, la stagione prevede otto titoli in doppia recita, con la collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo. Sul palco, tra gli altri, saliranno Neri Marcorè, Luca Bizzarri, Francesco Montanari e Gabriele Lavia

"Il Teatro Verdi rappresenta un patrimonio della nostra città e oggi è un esempio di come qualità artistica e buona amministrazione possano procedere insieme - ha commentato il sindaco Michele Conti - è un teatro virtuoso, di cui andiamo orgogliosi, capace di coniugare una programmazione di alto livello con una gestione attenta e rigorosa delle risorse. Il cartellone della nuova stagione conferma questa impostazione: grandi interpreti, nuove produzioni, importanti collaborazioni, attenzione alle famiglie e ai giovani. Continueremo a sostenere il Teatro Verdi perché investire nella cultura significa rafforzare l’identità della città e renderla sempre più attrattiva sul piano nazionale”.

Non finisce qui, però: con una versione neoclassica esclusiva il balletto ritorna al Verdi per due date. A Gennaio con Carmen su musica Georges Bizet coreografato da Agnese Omodei Salé e Federico Veratti; e ad Aprile con Caruso: passione 2.0, la cui regia e coreografia portano la firma di Mvula Sungani, ideatore assieme alla étoile Emanuela Bianchini.

Infine, oltre allo spettacolo speciale del 20 Settembre con Lino Guanciale e Francesco Montanari, sul palco con L’uomo più crudele del mondo, il testo teatrale di Davide Sacco che ha registrato tre anni di tutto esaurito dopo tre anni di tutto esaurito nei teatri italiani, ci sarà appunto l'omaggio a Collodi con C’era runa volta un re, lettura musicale di Sergio Rubini accompagnato al pianoforte da Michele Fazio.

"Cinque titoli d'opera a Pisa, assieme a Lucca, Livorno, Rovigo, Ravenna, Parma, Trento, Piacenza, Ferrara: queste le città i cui Teatri sono coinvolti nella prossima stagione a coprodurre col Teatro Verdi, per comporre un cartellone di altissima qualità e di grande richiamo - ha concluso Tutino - il Teatro Verdi è riuscito a fare un piccolo miracolo, invitando alcune tra le più note e amate stelle del firmamento della lirica in ogni disciplina, segno di una fiducia e di una accoglienza che chi lavora in questo teatro ha saputo faticosamente costruire e garantire".