Politica

Allarme cocciniglia, "La Commissione Europea ci aiuti"

Il consigliere regionale Trapani dopo l'audizione del presidente Bani: "Una bomba ecologica: già interessati tra 800 e mille ettari del Parco"

"La situazione che interessa il Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli non è più soltanto una criticità locale, ma una vera e propria bomba ecologica". A lanciare l'allarme è Matteo Trapani, consigliere regionale e comunale del Partito Democratico, che dopo l'audizione del presidente del Parco, Lorenzo Bani, ha chiesto interventi immediati.

A preoccupare Trapani, infatti, sono soprattutto i numeri illustrati da Bani. "Su circa 4.500 ettari complessivi di pineta, tra gli 800 e i mille ettari risultano già colpiti dalla cocciniglia tartaruga - ha spiegato - questo parassita alloctono, dopo aver devastato le pinete laziali, si è insediato sulla costa pisana proliferando con ritmi insostenibili".

A forte rischio ci sono i pini del Parco, attaccati appunto dal parassita. "L’unica prospettiva strutturale e risolutiva, come ha ricordato Bani, è la lotta biologica attraverso l’antagonista naturale, la coccinella predatrice Thalassa montezumae - ha aggiunto - gli studi condotti dal Crea in Campania mostrano spiragli incoraggianti, ma i tempi della natura e della ricerca impongono di accelerare".

"Per questo condivido e rilancio la battaglia politica e istituzionale: è fondamentale che la Commissione Europea riconosca la cocciniglia tartaruga tra gli organismi nocivi prioritari da quarantena, come sollecitato anche dall'eurodeputato Dario Nardella con una specifica interrogazione - ha detto Trapani - senza questo passaggio normativo mancano i canali di finanziamento straordinari per allestire allevamenti massivi del predatore biologico e procedere ai lanci sul territorio".

E la cocciniglia non è l'unico problema. "Ci sono i danni irreversibili causati dal cimicione americano, che ha fatto crollare dell'80% la raccolta e la produzione dello storico pinolo di San Rossore, un'eccellenza gastronomica ed economica del territorio penalizzata per anni anche dai ritardi burocratici nell'autorizzazione degli insetti antagonisti da parte di Ispra - ha affermato - a ciò si aggiunge la pressione sulle acque interne e costiere esercitata dal granchio blu e dal gambero killer".

"La Regione continuerà a sostenere il Parco con ogni risorsa e strumento a disposizione per congelare l'avanzata del parassita - ha concluso Trapani - tuttavia, Ministero dell'Agricoltura e Unione Europea devono comprendere che difendere San Rossore significa tutelare la biodiversità nazionale. Torniamo quindi a chiedere con forza che il Governo supporti concretamente la ricerca, snellisca le autorizzazioni per la lotta biologica e garantisca stanziamenti all'altezza di questa sfida epocale".