Politica

Alloggi universitari, "Non penalizzare gli studenti italiani"

Azione Universitaria contesta i dati delle graduatorie provvisorie per l'assegnazione di posti da parte del Dsu: "Oltre la metà a studenti extra Ue"

La sede amministrativa del Dsu a Pisa

"Gli italiani pagano il diritto allo studio agli extracomunitari". È una presa di posizione forte quella di Azione Universitaria, il movimento studentesco universitario legato all'area di destra e vicino a Fratelli d'Italia, che nell'analizzare i numeri delle graduatorie per gli alloggi universitari in Toscana, solleva la questione della presenza di studenti provenienti da Paesi extraeuropei.

Per Azione Universitaria, infatti, i dati dimostrano una evidente sperequazione. "Per l’anno accademico 2026/2027, tra gli 8.728 studenti risultati idonei al posto alloggio nella graduatoria provvisoria, 4.765 provengono da Paesi extra Ue: oltre la metà del totale - hanno scritto in una nota - parliamo di studenti idonei, non necessariamente di posti già assegnati in via definitiva, ma di numeri che impongono trasparenza sui criteri adottati e sulla distribuzione delle risorse".

"Nel corso delle nostre iniziative ci confrontiamo con numerosi studenti e, molto spesso, ci è capitato di parlare con studenti stranieri che non conoscevano nemmeno la lingua italiana - hanno aggiunto - quando abbiamo chiesto loro che cosa studiassero, ci è stato risposto: Lettere antiche. Studenti che non parlano italiano e frequentano un corso di studi in cui la padronanza linguistica è fondamentale: una situazione che riteniamo assurda".

"Chiediamo alla Regione e al Dsu di pubblicare dati aggiornati sulla provenienza degli studenti beneficiari, sulle risorse stanziate e sulle assegnazioni effettive, distinguendo tra borse di studio in denaro e alloggi - hanno concluso - il diritto allo studio deve sostenere chi si trova in condizioni economiche difficili, ma non può trasformarsi in un sistema che premia gli stranieri e penalizza gli studenti italiani che, pur avendo redditi non elevati, superano le soglie previste a causa di un Isee influenzato, ad esempio, dal possesso di un immobile. Non è accettabile che gli studenti italiani e le loro famiglie siano costretti a sostenere costi e sacrifici per l’Università, mentre le risorse pubbliche vengono utilizzate anche per finanziare borse di studio destinate agli studenti stranieri".