Il valore stimato dell’Arena Garibaldi, inserita tra i beni alienabili del Comune nel Documento Unico di Programmazione 2026-2028, fa discutere. Il Comune ha iscritto a bilancio lo stadio e l’alloggio dell’ex custode per una cifra complessiva di 4,29 milioni di euro, riportando per la prima volta una valutazione economica dopo anni in cui l’immobile risultava sì nel piano delle alienazioni, ma senza una stima associata.
Secondo l’associazione ambientalista La Città Ecologica, però, “tante cose non tornano”. La cifra inserita nel DUP coincide esattamente con quella fornita dalla società Avalon Real Estate nel dicembre 2024, quando era ancora in vigore la Variante Stadio. All’epoca la valutazione comprendeva anche 5.160 metri quadrati di potenzialità edificatoria legati alle cosiddette Attività Complementari. Ma a Febbraio 2025 il TAR della Toscana ha annullato quella variante, cancellando di fatto ogni volumetria aggiuntiva.
"Come è possibile fare ancora riferimento a quella valutazione?" si legge nel comunicato dell’associazione, che sottolinea anche come, nel frattempo, siano stati effettuati lavori sull’impianto per circa 1,8 milioni di euro a carico del Comune, oltre a quelli non quantificati eseguiti dal Pisa Sporting Club.
Altro elemento che solleva perplessità riguarda il canone annuo di locazione: "Nel 2025 lo stadio è stato locato per 111.293 euro, calcolando 10 euro per ogni seduta, oggi salite a 12.508. Nel 2018 l’Agenzia delle Entrate stimava invece un canone annuo di oltre 221mila euro per una capienza di 8.600 posti, senza volumetrie aggiuntive".
La Città Ecologica contesta anche il fatto che la relazione di valutazione non sia mai passata da un voto della Giunta o del Consiglio, e che non sia pubblicata all’Albo Pretorio: "Chi ha avuto accesso al documento, lo ha fatto con vincolo di riservatezza e divieto di diffusione. È bizzarro che i cittadini non possano leggere la stima di un bene di loro proprietà".
Sul punto, l’associazione fa sapere di aver posto un quesito formale al nuovo segretario generale del Comune, sollevando dubbi anche sulla legittimità di tali vincoli.
In attesa di una nuova perizia – che, secondo quanto si apprende, potrebbe essere nuovamente affidata alla stessa società – la discussione sull’inserimento dell’Arena Garibaldi tra i beni alienabili del Comune resta aperta e tutt’altro che risolt