Politica

Assistenza specialistica, "Chi ha deciso la riduzione delle ore?"

Sofia e Lacroce, dopo il question time in Consiglio comunale, chiedono all'amministrazione di acquisire gli atti dall'Asl: "Servono certezze"

"La risposta ricevuta in Consiglio comunale dall’assessore Buscemi al nostro question time anziché rassicurarci, apre ulteriori interrogativi". Così commentano i consiglieri Luigi Sofia di Sinistra Unita per Pisa ed Emilia Lacroce de La Città delle Persone, che avevano chiesto delucidazioni sull’assistenza specialistica agli alunni con disabilità.

Ma, appunto, la risposta di Buscemi non ha placato le preoccupazioni dei due consiglieri di opposizione. "Dalla ricostruzione fornita emerge infatti un quadro molto preoccupante - hanno affermato - in prossimità dell’inizio dell’anno scolastico il Comune ha incontrato i dirigenti scolastici, alla presenza anche dell’Ausl Toscana nord ovest, oggi incaricata della gestione del servizio dopo lo scioglimento della Società della Salute Pisana. In quel momento, però, gli stessi dirigenti scolastici non avevano ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale rispetto alle ore di assistenza specialistica assegnate. Le comunicazioni sarebbero arrivate soltanto l’11 settembre, a pochissimi giorni dall’inizio delle lezioni, prevedendo una riduzione del fabbisogno".

"Chi ha deciso che il fabbisogno degli alunni e delle alunne con disabilità fosse diminuito? - hanno domandato - I bisogni educativi e assistenziali non possono essere rideterminati a tavolino per far tornare un monte ore complessivo. C’è poi una responsabilità politica che non può essere elusa attraverso un semplice scarico di responsabilità sull’Asl. L’attuale modello di gestione non è piovuto dal cielo: arriva dopo la scelta di porre fine all’esperienza della Società della Salute Pisana e di trasferire le relative funzioni. Proprio per questo era necessario garantire che il nuovo assetto non producesse ritardi, incertezza e riduzioni di servizi essenziali".

"Non possiamo arrivare all’inizio dell’anno scolastico con dirigenti, educatori ed educatrici e famiglie senza informazioni certe e scoprire soltanto a lezioni ormai iniziate che le ore sarebbero stato ridotte - hanno concluso Sofia e Lacroce - per questo chiediamo al Comune di acquisire immediatamente gli atti, i criteri e le valutazioni che hanno determinato la riduzione delle ore, verificandone la coerenza con i bisogni individuati nei Piani educativi individualizzati e nell'ambito dei Gruppi di lavoro operativo per l'inclusione. Il punto non è stabilire a quale ente attribuire il ritardo. Il punto è garantire il diritto all’assistenza e all’inclusione con risorse certe e adeguate".