Politica

Auletta difende la scuola pubblica

Il consigliere di Diritti in Comune ha presentato una mozione urgente contro le pressioni politiche sui docenti e a tutela della libertà

"Giù le mani dalla scuola pubblica e dalla libertà di insegnamento". Parte da queste parole l’intervento del consigliere comunale di Pisa Ciccio Auletta, che ha depositato una mozione urgente in Consiglio per rispondere, ha scritto, "al clima di tensione e censura che sta investendo gli istituti scolastici pisani e nazionali".

Nel mirino ci sono le recenti polemiche che hanno coinvolto il Liceo Dini, a partire dalle critiche espresse dal capogruppo della Lega in consiglio comunale e dall’onorevole Ceccardi. "Gli attacchi strumentali partiti da Pasqualino e Ceccardi contro il Liceo Dini hanno innescato un effetto a cascata pericoloso", ha detto Auletta, che ha rivendicato la legittimità dei percorsi educativi promossi da insegnanti e dirigenti scolastici. "È inaccettabile che i partiti della destra che governano questo paese cerchino di intimidire dirigenti e docenti che, nel pieno rispetto della Costituzione e della normativa scolastica, offrono agli studenti occasioni di approfondimento su temi cruciali come i diritti umani, il ruolo dell’ONU e il genocidio del popolo palestinese".

Il documento presentato in consiglio comunale contesta anche l’operato del Ministro Valditara, accusato di utilizzare le ispezioni ministeriali come strumento punitivo nei confronti degli istituti che promuovono il dibattito su temi di attualità. "Il caso del Liceo Montale di Pontedera è emblematico", ha detto Auletta, che ha denunciato inoltre la "schedatura" degli insegnanti giudicati "di sinistra" da gruppi riconducibili ad Azione Studentesca. "La scuola deve formare cittadini critici, non soldatini obbedienti".

Nella parte finale della nota, Auletta ha annunciato il sostegno del suo gruppo alle iniziative promosse dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. "Dobbiamo fare fronte comune affinché le aule rimangano presidi di democrazia, pace e cultura, libere da tutele politiche e ingerenze militari", ha concluso.