Politica

Auletta, nuova vittoria in tribunale

Il Tribunale di Pisa respinge il reclamo dell’imprenditore Bulgarella e conferma la piena legittimità dell’azione politica sulle fidejussioni

Nuovo passaggio giudiziario favorevole per il consigliere comunale Ciccio Auletta nell’inchiesta sulle fideiussioni irregolari depositate negli anni in Comune da alcune società impegnate nelle principali operazioni urbanistiche cittadine. Il gruppo Diritti in Comune parla di un ulteriore riconoscimento del lavoro svolto a tutela dell’interesse pubblico, dopo che il Tribunale di Pisa ha confermato l’archiviazione del procedimento avviato dall’imprenditore Bulgarella.

In una nota la coalizione ricostruisce l’esito del provvedimento, spiegando che "il Tribunale di Pisa ha respinto il reclamo proposto dall’imprenditore Bulgarella contro il decreto con il quale il GIP nel 2025 disponeva l’archiviazione del procedimento penale che il noto costruttore aveva intentato contro il nostro consigliere per quanto denunciato negli scorsi anni sulle fideiussioni tossiche depositate dalle sue società e sugli enormi debiti che alcune sue società avevano nei confronti del Comune di Pisa". Una decisione che, secondo il gruppo, conferma la correttezza dell’azione svolta negli anni dal consigliere.

La coalizione sostiene che i ripetuti procedimenti intentati da alcuni imprenditori contro Auletta non abbiano avuto altra funzione se non quella di una pressione giudiziaria impropria. Nel comunicato si legge infatti che "ancora una volta i fatti ci danno ragione e rivelano come le ripetute azioni legali in sede penale e civile, anche con richieste di rimborsi esorbitanti, nei confronti di Ciccio Auletta da parte di alcuni dei maggiori imprenditori della nostra città, da Bulgarella a Bottai a Toscana Aeroporti, non siano altro che intimidazione". La nota sottolinea che tali iniziative sono state sistematicamente respinte dai giudici, confermando "la genuinità e piena legittimità dell’attività condotta dal nostro consigliere".

Nel provvedimento richiamato dai firmatari, i contenuti contestati vengono ricondotti in modo chiaro al diritto di critica politica. Il Tribunale li definisce "espressi con toni continenti e finalizzati a sollecitare chiarimenti su questioni rilevanti per la collettività". I giudici rilevano inoltre che le contestazioni a carico dell’imprenditore riguardavano "l’oggettivo e veritiero dato delle irregolarità delle fideiussioni prestate e riguardo all’ingente debito tributario che le società facenti capo allo stesso avevano nei confronti del Comune di Pisa".

Secondo la coalizione, gli atti comunali hanno mostrato come il gruppo Edilcentro abbia depositato fideiussioni non regolari per un valore di quasi cinque milioni di euro, con riferimento a interventi urbanistici come Piazza del Terzo Millennio, il recupero dei Frati Bigi e le Torri a Cisanello. Un quadro che, per Diritti in Comune, conferma l’importanza del controllo esercitato dall’opposizione.

La nota sottolinea che questa decisione rappresenta "un passaggio importante per la tutela del diritto di critica e per il pieno esercizio delle funzioni dei consiglieri comunali e, in generale, di chi fa politica a tutela dell’interesse generale". Nel testo si afferma inoltre che il ricorso alle cosiddette querele temerarie "non sarebbe rivolto tanto a tutelare un diritto leso, quanto più a scoraggiare la critica e intimidire chi esercita un mandato pubblico".

La coalizione ribadisce che continuerà a portare avanti il proprio ruolo di vigilanza. "Abbiamo sempre agito alla luce del sole, ponendo domande scomode ma necessarie nell’interesse della cittadinanza", viene spiegato, rivendicando la funzione dell’opposizione come strumento essenziale di controllo democratico. La conclusione è un appello diretto: "Noi anche questa volta mettiamo al centro la difesa dell’interesse pubblico e delle tasche delle cittadine e dei cittadini e facciamo appello a tutta la città perché sostenga questa battaglia per la trasparenza e la legalità a difesa della cosa pubblica, anche perché ancora altre sono le azioni legali mosse temerariamente contro il nostro consigliere".