Interviste

Balzi, “Riporteremo Mazzei a Washington”

Dal Circolo Mazzei alla Pisaniana, fino alla politica dopo le Regionali e Pisa che pensa già al 2028. "Serve più coesione per il territorio pisano"

Massimo Balzi è da oltre trent’anni una figura centrale nella vita associativa pisana. Presidente del Circolo Filippo Mazzei, realtà consolidata dell’Area Vasta, è anche produttore della trasmissione televisiva “La Pisaniana”, in onda su 50Canale. Impiegato dal 1996 in una società di brokeraggio assicurativo, negli anni ha ricoperto incarichi politici a livello locale e nazionale. In questa intervista a Qui News Pisa racconta il valore della figura di Filippo Mazzei, le attività del circolo e offre uno sguardo sulla politica cittadina.

Partiamo da Mazzei. Quest’anno ricorrono i 210 anni dalla morte. Che figura è stata e perché è ancora attuale oggi?

"Mazzei è un toscano vero, ma con una dimensione internazionale rara per l’epoca. Nasce a Poggio a Caiano, muore a Pisa e vive a lungo tra Pisa, Firenze e Livorno. Però per oltre quarant’anni è fuori: Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Polonia. Questo lo rende un personaggio unico. È un uomo che porta la Toscana nel mondo e il mondo in Toscana. Oggi diremmo un europeo, anzi qualcosa di più. È questo che cerchiamo di trasmettere: non una figura locale, ma una figura globale".

Il circolo lavora da anni su questa memoria. Che tipo di attività portate avanti? 

"Noi cerchiamo di tenere insieme cultura e territorio. Non facciamo solo commemorazioni. Costruiamo momenti che tengano dentro istituzioni, cittadini e realtà diverse. È un lavoro lungo, che va avanti da oltre trent’anni. Mazzei è il filo conduttore, ma intorno c’è molto di più: identità, relazioni, promozione culturale".

Poco tempo fa si è svolta la Mazzei Week di quest’anno. Un bilancio? 

"È stata una settimana molto intensa. L’abbiamo costruita attorno al 19 Marzo, giorno della morte di Mazzei. Abbiamo toccato diverse città: Pisa, Lucca, Massa, Carrara, Poggio a Caiano. C’è stata la cerimonia sulla tomba, con la presenza della rappresentanza americana e di molti sindaci. Abbiamo avuto momenti di approfondimento importanti, come l’incontro con il politologo Dario Fabbri a Massa. Poi il premio ippico dedicato a Mazzei a San Rossore. È stata una settimana vera, partecipata, non formale".

Avete anche un progetto internazionale in cantiere per i 250 anni dalla dichiarazione d’indipendenza americana...

"Sì, stiamo lavorando per portare a Washington una mostra su Mazzei e il suo rapporto con Thomas Jefferson. È un progetto importante, perché racconta un pezzo di storia che lega Pisa e la Toscana agli Stati Uniti. Coinvolge tanti enti: ministeri, Regione Toscana, Comune di Pisa, Università, Archivio di Stato, Palazzo Blu. È un lavoro complesso, ma può dare visibilità internazionale al territorio".

Passiamo alla Pisaniana. Che stagione state costruendo? 

"La Pisaniana è già partita a fine Gennaio. Abbiamo iniziato con una puntata importante. Adesso entriamo nel vivo. Non restiamo solo a Pisa, ci muoviamo. Andremo all’Isola d’Elba con una puntata su Napoleone e il turismo culturale. Poi sul lago di Massaciuccoli, alla casa di Giacomo Puccini, con una puntata dedicata alla sua figura nell’anno di Turandot. Faremo Carrara, con le cave e le statue di Mazzei e Jefferson, e lì organizzeremo anche una grande iniziativa per l’Independence Day. Poi le dimore storiche, Castagneto Carducci, altri luoghi. È un programma che mette insieme cultura, territorio e racconto”.

Arriviamo alla politica. Pisa oggi ha una rappresentanza forte in Regione. 

"Questo è un dato oggettivo. Ci sono consiglieri e assessori, numeri importanti. È un’occasione. Però la politica non è solo numeri. È anche capacità di fare sistema. Io questa cosa ancora non la vedo. Mi piacerebbe vedere una fotografia, tutti insieme, a parlare di Pisa. Sarebbe un segnale forte. Oggi invece vedo ancora tante divisioni".

Quindi un’occasione non ancora sfruttata? 

"Per ora direi di sì. Poi magari arriverà. Però il tempo passa. Quando hai una congiuntura favorevole devi usarla. Pisa oggi ce l’ha, ma deve fare uno scatto in più".

Guardando al 2028, che scenario si sta delineando? 

"Il centro-sinistra sta lavorando per essere più competitivo. Si vede un dialogo più stretto tra le varie anime. Questo può cambiare gli equilibri rispetto al passato. Però attenzione: la politica oggi si misura anche sui fatti. E l’amministrazione attuale, piaccia o no, ha portato avanti diversi progetti concreti. Questo pesa".

Quindi partita aperta? 

"Assolutamente sì. Non c’è nulla di scritto. Sarà una sfida vera".

Sui nomi si muove già qualcosa? 

"Qualcosa si muove, ma è presto. Ci sono figure che stanno crescendo. Io noto, ad esempio, che intorno a Frida Scarpa c’è attenzione. Non significa lanciare candidature, ma vedere dinamiche sì. Potrebbe essere anche il momento, prima o poi, di una figura femminile. Ma saranno i partiti a decidere. Dal centro sinistra invece qualcuno dei possibili nomi potrebbe arrivare tra gli eletti in Regione".

Che Pisa vede nei prossimi anni? 

"Una città che ha delle opportunità. Tra centro sportivo, sviluppo urbano, progetti in corso, qualcosa si sta muovendo. Però serve visione. E serve capacità di stare insieme. Senza quello, anche le occasioni migliori rischiano di perdersi".