La polemica sulla presenza massiccia di diportisti nella spiaggia del Gombo durante il ponte del 2 Giugno arriva sino in Regione. Tant'è che, a difesa di una delle aree più sensibili del parco di San Rossore, si è schierato anche David Barontini, assessore regionale all'Ambiente.
"Le immagini e le segnalazioni relative a quanto avvenuto nei giorni scorsi meritano attenzione e una riflessione seria da parte di tutti - ha detto - stiamo parlando di un patrimonio ambientale di straordinario valore naturalistico, che deve essere preservato e rispettato in ogni sua parte".
"Le regole esistono per tutelare habitat, specie protette e biodiversità e non possono essere considerate un semplice suggerimento - ha aggiunto Barontini - la loro applicazione è fondamentale per garantire la conservazione di un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini, toscani e non, e alle future generazioni. Questo vale per la spiaggia del Gombo, così come per tutte le aree del parco: i divieti e le prescrizioni previsti servono a proteggere ecosistemi particolarmente delicati e devono essere rispettati. Allo stesso tempo credo sia necessario rafforzare ulteriormente l'informazione e la comunicazione verso cittadini, visitatori e diportisti affinché siano pienamente consapevoli delle regole esistenti e delle ragioni che le rendono necessarie".
In questo contesto, l'assessore del Movimento 5 Stelle ha rivendicato anche il lavoro che la Regione sta portando avanti sul fronte della tutela ambientale e delle aree protette. "Continuiamo a investire con convinzione nella salvaguardia del proprio patrimonio naturale - ha affermato - soltanto nelle scorse settimane abbiamo destinato oltre 2,6 milioni di euro a interventi per la biodiversità, le aree protette e la vigilanza ambientale, che si sommano ai 4,5 milioni dei fondi ordinari per i parchi. Si tratta di risorse importanti che confermano una scelta politica precisa: rafforzare gli strumenti di tutela, sostenere gli enti gestori e valorizzare il ruolo di chi opera quotidianamente per la conservazione dell'ambiente".
"I controlli e le eventuali sanzioni rappresentano strumenti necessari, ma la vera sfida è costruire una maggiore consapevolezza collettiva - ha concluso - la tutela dell'ambiente non può essere affidata soltanto alle istituzioni o agli operatori del settore: richiede la collaborazione di tutti. Continueremo a lavorare insieme al parco, agli enti locali, alle associazioni e a tutti i soggetti coinvolti affinché la fruizione del territorio sia sempre compatibile con la sua conservazione. Proteggere il patrimonio naturalistico significa investire nel futuro ambientale della nostra regione".