Pisa Sporting Club

Bianco, “Dobbiamo saper affrontare le difficoltà”

Verso Vicenza, il tecnico del Pisa parla di mentalità, difesa a tre e recuperi, “Essere forti non dà diritto a non fare le cose che servono per vincere”.

Il Pisa riparte da Vicenza con una richiesta precisa del suo allenatore: imparare a reggere i momenti complicati della partita. Paolo Bianco, intervenuto nella sala stampa dell’Arena Garibaldi, ha indicato nella capacità di reagire alle difficoltà uno dei passaggi necessari per dare continuità alla squadra. La sosta è servita a lavorare su questo aspetto e a rivedere alcune scelte tattiche, a partire dalla difesa a tre.

Lunga sosta, come è andata?
“Abbiamo fatto una sorte di rodaggio, è stata importante perché siamo riusciti a lavorare sulle cose su cui eravamo carenti. Con una conoscenza della squadra diversa da questa estate. Di solito non amo le soste perché a volte fanno perdere prestazioni, ma a noi ci voleva e abbiamo fatto anche una buona amichevole con il Monaco”.

Alla Gazzetta dello Sport ha dichiarato di voler tornare alla difesa a tre. Come è arrivato a questa conclusione?
“Rispetto molto le caratteristiche dei giocatori che alleno. L’idea era quella di iniziare un percorso tattico diverso. Conoscendo meglio i giocatori e rispettando le caratteristiche dei giocatori era giusto andare incontro a ciò che sanno far meglio. Nel corso della stagione e dell’anno mi piacerebbe poi arrivare a qualcosa di diverso”.

Il Pisa ha avuto quattro giocatori in nazionale. Un commento alle loro prestazioni?
“Sono tutti convocati i ragazzi che hanno giocato in nazionale. A parte Vural tutti hanno avuto continuità di prestazione ed era importante perché nell’ultimo periodo avevano giocato meno. Hanno fatto tutti minutaggio e ci permette di avere giocatori ben allenati”.

Il Vicenza è una squadra che aveva ammazzato lo scorso campionato di Serie C, ma non è partita benissimo. Come inquadra questa partita?
“Tutte le partite di B sono complicate e dobbiamo essere bravi a capire che partita andiamo a fare. Il Vicenza viene da un’annata strepitosa e l’allenatore è un mio amico. Lo conosco bene e so cosa trasmette alle varie squadre. Sarà una partita non difficile, ma alla quale bisognerà star attenti per alcuni dettagli. Come ha detto ieri Esteves dovremo saper stare nelle varie fasi del match A. A Mantova avevamo avuto una buona reazione, ma spero siano bastate queste cinque partite per capire cosa non dobbiamo fare per fare qualcosa di importante”.

Con il Mantova il Pisa ha riproposto Moreo e Tramoni dietro una punta, mentre ora ritorna Marras.
“Io ho la fortuna di poter cambiare tutte le caratteristiche offensive in qualsiasi momento. Essere forti non da diritto a non fare le cose che servono per vincere le partite. Sono convinto che la squadra sia forte e con il Monaco noi abbiamo fatto le cose giuste. Siamo forti e dobbiamo dimostrarlo. Moreo è un giocatore unico in questo campionato, è un giocatore offensivo che ha tecnico e sa fare tutto. E’ un giocatore diverso”.

Angori lo abbiamo visto a Monaco braccetto. Può farlo in pianta stabile?
“E’ un po’ il Birindelli sinistro che avevo a Monza l’anno scorso. I giocatori forti e intelligenti potevano fare tutto. E’ vero che avevo diversi giocatori che mancavano, ma quel ruolo può farlo”.

Il Pisa quando c’è da soffrire sembra che venga meno. Ti sei dato un perché?
“Io ho una mia idea, credo che quando una squadra venga da un percorso come quello che ha avuto l’anno scorso, si abitua a mollare prima. Quando hai fatto 18 punti ci si abitua alla prima occasione a mollare. Da tempo lavoriamo sul modo in cui affrontare le difficoltà. Ma più che la squadra è anche un problema generalizzato di questa nuova generazione di ragazzi nel mondo del calcio, sull’abitudine a non stare in una zona di comfort. Solo attraversando le difficoltà le superi, altrimenti no”.

Fino all’anno scorso il campionato si fermava dopo appena due giornate, stavolta dopo cinque. Si aspetta che dei valori possano invertirsi o crede che abbiamo visto la tendenza generale del torneo?
“E’ troppo presto, ci vuole ancora un po’ di tempo. Dopo una quindicina potremo capirlo, ora no”.

Marras, Correia ed Esteves: ce lo dai un giudizio sul loro recupero
“Marras aveva iniziato a lavorare con noi nella prima settimana dopo la sosta, Correia era stato un po’ a parte nelle prime due settimane. A Montecarlo ha fatto un tempo molto bene. Mentre Esteves mi piace tanto perché è intelligente e sa fare tutto. Parlando proprio ai sistemi di gioco, giocando col doppio mediano qualcuno sarà penalizzato in maniera eccessiva. La squadra è stata costruita per giocare con tre centrocampisti, e ora giocheranno in due”

Michele Bufalino
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