Politica

Bilancio Pop, Rollo attacca, Betti replica

Botta e risposta tra opposizione e sindaco sul Bilancio Pop: accuse di propaganda e replica sulla trasparenza e sui costi coperti da fondi Pnrr

Il “Bilancio Pop” presentato dall’amministrazione comunale accende il confronto politico a poche settimane dalle elezioni. Da una parte l’attacco del consigliere di opposizione Dario Rollo, dall’altra la risposta del sindaco uscente Michelangelo Betti.

Rollo, consigliere comunale e candidato sindaco per le liste “Libertà e Democrazia” e “Valori e Impegno Civico”, parla senza mezzi termini di “operazione di propaganda pagata dai cittadini”. Nel mirino soprattutto i tempi dell’iniziativa. “Lo chiamano strumento di partecipazione, ma arriva solo a fine mandato – ha detto –. Più che coinvolgere i cittadini, sembra un modo per raccontare a posteriori quello che è stato fatto, o meglio quello che si vuole far credere di aver fatto”.

Secondo il consigliere, negli anni sarebbe mancato un vero confronto pubblico sulle scelte più rilevanti. “Se davvero volevano rendere i cittadini partecipi, potevano farlo prima – ha aggiunto –. In questi anni molte decisioni sono state prese senza condivisione e spesso fuori dal programma elettorale”.

Tra i punti sollevati anche il progetto PINQuA, passato da circa 15 a quasi 25 milioni di euro. “Dieci milioni in più e nessuno spiega nulla – ha sottolineato –. Costi, tempi, gestione degli immobili per l’emergenza abitativa, ruolo della cooperativa di comunità: tutto poco chiaro o assente”.

Rollo contesta anche la mancanza di riferimenti nei documenti ufficiali. “Nel bilancio approvato dal Consiglio comunale e nel Documento Unico di Programmazione non c’è traccia delle cifre necessarie per la gestione degli immobili – ha detto –. Ma allora la trasparenza dov’è? Nei documenti ufficiali o nei libretti patinati a fine mandato?”.

Poi l’affondo sul lavoro amministrativo degli ultimi anni. “Per quattro anni e mezzo non si è visto praticamente nulla, nemmeno le asfaltature, rinviate di anno in anno – ha commentato –. Poi, improvvisamente, negli ultimi mesi parte la corsa ai lavori. Tempismo perfetto, proprio sotto elezioni”.

La conclusione è netta: “Questo non è un bilancio per informare, ma una campagna elettorale fatta con i soldi pubblici”.

Non si è fatta attendere la replica del sindaco Michelangelo Betti, che respinge le accuse e difende il senso dell’iniziativa. “Dopo oltre cinque anni di lavoro l’amministrazione ha l’obbligo di presentare una relazione di fine mandato – ha detto –. Si tratta di un passaggio dovuto, che però spesso resta poco accessibile per la complessità degli atti”.

Da qui la scelta del “Bilancio Pop”, uno strumento di rendicontazione semplificata. “È un documento pensato per avvicinare i cittadini alla lettura dell’azione amministrativa – ha aggiunto –. Un modo per rendere più trasparente e comprensibile il lavoro svolto”.

Il progetto è stato sviluppato con il Dipartimento di Management “Valter Cantino” dell’Università degli Studi di Torino e riassume i principali ambiti di intervento del Comune, dalle opere pubbliche alle politiche sociali e ambientali.

Betti respinge anche l’accusa sui costi. “Voglio informare i cittadini di quanto è costata la stesura del bilancio pop: zero – ha detto –. La spesa è stata sostenuta con fondi Pnrr a disposizione del soggetto che ne ha curato la redazione”.

Infine, il richiamo al clima politico. “Siamo alle porte della campagna elettorale – ha concluso –. Sarebbe auspicabile maggiore correttezza e misura, anche per rispetto di chi ha lavorato alla comunicazione istituzionale, che è cosa diversa dalla propaganda politica”.