"Il regolamento comunale sulle botteghe storiche rappresenta un passo nella giusta direzione, ma arriva quando gran parte del patrimonio commerciale cittadino è già stato compromesso". È questa la posizione espressa da Enrico Bruni, consigliere del Pd in un comunicato diffuso all'indomani dell'approvazione del provvedimento da parte del Consiglio comunale di Pisa.
"Botteghe storiche, chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati" è il titolo scelto da Bruni, che sostiene come la città abbia assistito negli ultimi anni a una progressiva perdita delle attività storiche. "In questi anni Pisa ha visto una vera e propria moria di attività storiche. Per completezza: questa situazione non nasce oggi e prima non era stata risolta. Se oggi i buoi sono scappati, prima la stalla non era stata certo rinforzata abbastanza. Dopo il Covid, però, abbiamo assistito a un'accelerazione evidente".
A sostegno della sua analisi richiama i dati del Rapporto economia 2025 dell'ISR, elaborati su dati Infocamere. Secondo Bruni, tra il 2019 e il 2024 la provincia di Pisa ha perso circa 1.100 localizzazioni tra commercio al dettaglio e pubblici esercizi, pari a una riduzione del 9%, superiore alla media regionale e nazionale. Nello stesso periodo sarebbero diminuiti negozi alimentari, attività di abbigliamento e bar, mentre il commercio online avrebbe registrato una crescita del 54%.
Bruni ritiene che il centro storico abbia progressivamente orientato la propria offerta verso un turismo "mordi e fuggi", favorendo la diffusione di attività standardizzate. Richiamando il concetto di "McDonaldizzazione della società" elaborato dal sociologo George Ritzer, sostiene che Pisa rischi di perdere la propria identità commerciale e culturale.
Nel comunicato viene comunque espresso un giudizio favorevole sull'approvazione del regolamento. "Oggi arriva finalmente un regolamento sulle botteghe storiche. Bene. È un passo positivo e va riconosciuto. Ora, però, dobbiamo capire quante botteghe storiche restano davvero da tutelare e quali strumenti concreti avranno in più rispetto a ieri".
Bruni richiama infine anche il caso delle insegne rimosse dell'ex negozio Salsa, definendole "una ferita simbolica" della trasformazione del centro cittadino. Da qui l'appello all'amministrazione affinché il regolamento sia accompagnato da interventi concreti a sostegno delle attività di prossimità. "Serve una politica capace di prevenire, proteggere e scegliere da che parte stare: dalla parte di chi la abita."