"A Pisa è già arrivato il Natale, ma ha portato brutte sorprese". Con queste parole il consigliere del Partito Democratico Enrico Bruni chiede trasparenza al Comune per quanto riguarda l'affidamento e poi le candidature per gli operatori economici per dar vita ai mercatini di Natale che, anche a Dicembre e Gennaio, popoleranno la città.
"Negli ultimi anni, il Natale è stato accompagnato da una storia amministrativa piuttosto travagliata, ma quest’anno c’è un’altra novità - ha spiegato Bruni - sul portale I Mercatini di Natale, progetto di Promo.Ter, Apeca e Confcommercio Milano, sono infatti già aperte le candidature per gli espositori. Ma qui nasce una domanda: come può un soggetto stare già raccogliendo le candidature degli espositori se, a oggi, non riusciamo a trovare alcun atto pubblico che chiarisca l’affidamento della gestione dei Mercatini di Natale 2026?".
A occuparsi dell'organizzazione degli eventi del Comune, dopo l'ampliamento delle sue funzioni, è Pisamo. Ma anche in questo caso, Bruni afferma di non aver trovato alcuna indicazione. "Nelle sezioni pubbliche consultabili - ha aggiunto - non abbiamo trovato, al momento, né l’atto con cui sarebbe stata formalmente incaricata della gestione del Natale 2026, né un successivo affidamento al soggetto che attraverso il portale I Mercatini di Natale sta già acquisendo le richieste degli operatori".
"In Consiglio comunale è arrivata una prima risposta, che però non ha in alcun modo dato un chiarimento: è stato spiegato che Pisamo ha effettuato le opportune indagini di mercato per l’organizzazione dei Mercatini di Natale - ha proseguito Bruni - non è stato però chiarito se, a oggi, sia stato formalmente conferito il servizio ad Apeca, Promo.Ter e Confcommercio Milano, né attraverso quale atto e con quali condizioni. Eppure il portale, riconducibile proprio a questi soggetti, sta già raccogliendo le candidature degli espositori per Pisa, peraltro fino ad esaurimento dei posti. Se l’affidamento non è ancora stato formalizzato o comunque non viene reso noto, a quale titolo si stanno già raccogliendo le adesioni degli operatori?".
"Nel mentre gli operatori storici pisani ci segnalano di sapere ancora pochissimo su come si sia arrivati a questa gestione e sulle nuove condizioni - ha concluso - le candidature vanno avanti fino a esaurimento posti e viene richiesta la partita Iva, circostanza che rischia di escludere chi negli anni ha partecipato attraverso altre modalità previste dalla normativa regionale. Ci vengono inoltre segnalati costi nell’ordine di 5.500 euro più Iva per una casetta, dato sul quale chiediamo conferma ufficiale e di cui non si trovano pubblicate conferme ufficiali".