Politica

Commissioni, stop alla forzatura

Le opposizioni ottengono l’annullamento dell’atto che ampliava la rappresentanza di maggioranza nella quarta commissione comunale

Una delibera annullata, una tensione politica riemersa e un risultato che le minoranze definiscono "una vittoria a tutela delle istituzioni". Sarà il primo punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Giovedì 12 Febbraio l’annullamento in autotutela dell’atto con cui la maggioranza aveva nominato il capogruppo di Fratelli d’Italia Maurizio Nerini nella quarta commissione consiliare permanente, dopo il passaggio del consigliere Francesco Niccolai al gruppo misto.

Secondo le opposizioni, si trattava di una "evidente forzatura" da parte della destra cittadina, forzatura che — a seguito della pressione politica e istituzionale esercitata nell’ultima settimana — ha costretto l’amministrazione al dietrofront.

"Non era più possibile continuare a raccontare la favola che il consigliere Niccolai, passando al gruppo misto, potesse essere considerato opposizione", hanno scritto in una nota congiunta Ciccio Auletta (Diritti in Comune), Paolo Martinelli (La Città delle Persone), Luigi Sofia (Sinistra Unita per Pisa) e Matteo Trapani (PD). "In ogni occasione ha ribadito di sostenere il sindaco Conti e di restare parte della maggioranza".

La decisione di annullare l’atto, spiegano le opposizioni, non nasce da una scelta autonoma dell’amministrazione, bensì dalla proposta di delibera di annullamento presentata formalmente dalle minoranze nella giornata precedente. "Siamo così riusciti a bloccare una torsione istituzionale grave, incompatibile con il rispetto delle regole democratiche", hanno sottolineato.

"La Giunta ha provato a minimizzare, ma di fronte a una contestazione netta e politicamente fondata ha dovuto fare marcia indietro", ha aggiunto Auletta. "È grave che tutto questo fosse già chiaro dalla scorsa seduta del consiglio, quando il parere all’emendamento che chiedeva di bloccare la nomina era favorevole, e nonostante ciò la maggioranza ha approvato un atto illegittimo".

Una questione di metodo e di principio, ribadiscono, "Non è accettabile piegare le istituzioni a convenienze politiche. Questa è una vittoria politica, istituzionale e di metodo".