Pisa Sporting Club

Conferita la cittadinanza onoraria a Romeo Anconetani

Polemica alla cerimonia. "Proprietà sia comprensiva verso i tifosi. In futuro spero tornino proprietari pisani. Lo stadio non si chiama Cetilar Arena"

Per Pisa Romeo Anconetani ha segnato un’epoca, accompagnando i nerazzurri dalla Serie C ai grandi palcoscenici nazionali e internazionali. Sei campionati di Serie A, due Coppe Mitropa e una città intera trascinata dentro un sogno che ancora oggi attraversa generazioni diverse.

Questa mattina, nella Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, quel legame è diventato anche ufficiale. Il Comune di Pisa ha conferito ad Anconetani la cittadinanza onoraria, dando seguito alla decisione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale nel Novembre 2023.

È il riconoscimento istituzionale a un uomo che ha portato il nome di Pisa in tutta Italia e che, pur essendo nato a Trieste, era diventato pisano attraverso le sue scelte, il suo carattere e il rapporto costruito con la città con quattro promozioni in Serie A, due salvezze, due Mitropa Cup e un ventennio di storia del calcio italiano. Tanti gli ex nerazzurri presenti alla cerimonia del conferimento, da Davide Lucarelli a Giannini, passando per Garuti, Dolcetti e Piovanelli

Così il sindaco di Pisa Michele Conti, "Essere stamattina qui è un'emozione per ciò che ha rappresentato Romeo Anconetani per questa città. Lui è stato il presidente del Pisa e ha fatto sognare diverse generazioni dal 1978 al 1994. In quegli anni è stato possibile vedere all'Arena squadre importanti che venivano in questa città. Aveva un archivio di oltre 40000 giocatori osservati, una competenza fuori dal comune. Se oggi il calcio è un sistema diverso lo dobbiamo anche ad Anconetani che ha elaborato un metodo ed è stato il precursore di un metodo aziendalista, stimolando un ragionamento poi copiato e industrializzato. Riconoscergli la cittadinanza è stato come scrivere nella pietra, negli annali di questo Comune. Rendiamo così Anconetani immortale nella memoria della nostra città".

Presente anche il consigliere Amanuel Sikera, "Il riconoscimento è uno dei più importanti che la città può attribuire. Nel caso di Anconetani si riconosce l'appartenenza a Pisa di una persona che è nata altrove ma ha legato fortemente il suo nome a quello della città."

Così il figlio del Presidentissimo, Adolfo Anconetani, "Prima di ricordare mio padre vorrei ricordare un grande amico che ci ha lasciato in questi giorni, Sandro Mazzola. Come amico del Pisa ce ne sono stati pochi. Lui è stato uno di quei pochi. Ci ha aiutato a prendere giocatori importanti nei primi tempi, una persona onesta che ha voluto bene al Pisa e alla famiglia Anconetani. Mio padre ha fatto tanto per questa città non solo dal punto di vista sportivo, ma anche infrastrutturale, imponendosi in alcune scelte importanti. Ha dato tanto al calcio italiano, risolveva problemi. Eravamo una piccola società che doveva fare i salti mortali. Un tifo e un amore verso questa squadra come c'è qui a Pisa l'ho visto in pochissime città italiane. Il rapporto tra tifo e società al momento è nullo. Bisognerebbe essere più comprensivi nei confronti dei tifosi. Spero che in futuro possano tornare anche proprietari pisani al Pisa, ci sono tre o quattro famiglie importanti in città. La passione si fa con il cuore, che sta mancando, e non solo con i soldi". 

Il nipote di Romeo, Matteo Anconetani, ha poi ringraziato tutte le persone che hanno reso possibile questo momento: "Oggi per me è difficile parlare perché quando si parla di mio nonno le parole sono sempre troppo poche. Ci sarebbero tantissimi aggettivi da dire. Amava questa città, il suo Pisa e la sua gente. L'ha fatta arrabbiare ,discutere e sognare. Aveva un carattere forte, anche con noi, ma soprattutto aveva una passione enorme che ancora oggi vive nei cuori pisani, facendo sì che la tifoseria diventasse i Serie A. Lo stadio di Pisa non si chiama Cetilar Arena, Lo stadio di Pisa si chiama Arena Garibaldi Romeo Anconetani, non me ne voglia la famiglia Lacorte, ma anche i giornalisti dovrebbero scriverlo"

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Michele Bufalino
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