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Conti, “Abbiamo rimesso in movimento la città”

"Il prossimo candidato Sindaco sia espressione di coalizione unita". Sullo stadio, “La valutazione dell’Arena resta quella di 4,29 milioni di euro”

Una città capace di superare i centomila abitanti, attrarre giovani e famiglie e offrire nuove opportunità di lavoro. È la Pisa che immagina Michele Conti, che in questa intervista esclusiva a Qui News Pisa, a meno di due anni dalla fine del secondo mandato, traccia un bilancio della sua amministrazione e indica le sfide ancora aperte.

Dalle opere pubbliche alla casa, dalla mobilità allo sviluppo economico, il sindaco ripercorre il lavoro iniziato nel 2018. Poi affronta i temi politici: l’adesione a Fratelli d’Italia, gli equilibri del centrodestra e la scelta del candidato che nel 2028 proverà a raccoglierne l’eredità. Spazio anche al Pisa Sporting Club, con il ringraziamento alla famiglia Corrado, il benvenuto a Damien Comolli e il futuro dell’Arena Garibaldi, la cui valutazione, ribadisce Conti, resta di 4,29 milioni di euro.

Qual è il bilancio di questi anni alla guida di Pisa?

“Quando siamo arrivati nel 2018, Pisa aveva bisogno di ritrovare fiducia e capacità di guardare avanti. In questi anni abbiamo rimesso in movimento la città, investendo nelle opere pubbliche, nella manutenzione, nei quartieri e nei servizi. Abbiamo affrontato problemi rimasti irrisolti per troppo tempo e avviato trasformazioni importanti. Non tutto è concluso, naturalmente, ma oggi Pisa ha una direzione chiara, una programmazione solida e le risorse per continuare a crescere. È questo il risultato di cui sono più orgoglioso.”

Se dovesse scegliere tre opere simbolo dei suoi mandati, quali indicherebbe?

“È difficile scegliere soltanto tre interventi, perché abbiamo lavorato in tutta la città. Penso al Parco della Cittadella, che restituisce ai pisani un grande spazio verde e un luogo di incontro; alla riqualificazione di piazza Manin, che cambia il volto dell’accesso alla Piazza dei Miracoli; e al nuovo ponte tra Riglione e Cisanello, un’infrastruttura attesa da anni. Sono tre esempi diversi di una stessa idea di amministrazione: recuperare spazi, migliorare i collegamenti e rendere Pisa più vivibile.”

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Qual è stato il momento più difficile della sua esperienza da sindaco?

“La pandemia è stata certamente la prova più difficile dei miei anni da Sindaco. Ci siamo trovati ad affrontare una situazione senza precedenti, nella quale ogni decisione aveva conseguenze sulla salute delle persone, sulle famiglie e sulle attività economiche. Ricordo la preoccupazione per gli anziani, per chi era solo, per le imprese costrette a fermarsi. Abbiamo cercato di non lasciare indietro nessuno. Ma ricordo anche la straordinaria solidarietà dei pisani, che nei momenti più difficili hanno saputo dimostrare il valore della nostra comunità.”

Come immagina Pisa tra vent’anni e quali saranno le sfide principali?

“Immagino una Pisa che abbia superato i 100mila abitanti, capace di attrarre giovani, famiglie e nuove imprese. Una città più verde, moderna e collegata, con un sistema di mobilità efficiente, a partire dalla tramvia, e servizi pubblici all’altezza delle esigenze dei cittadini. Abbiamo le università, la ricerca, l’aeroporto e competenze straordinarie. La sfida è trasformare queste potenzialità in opportunità concrete di lavoro e di vita. E affrontare due questioni decisive per il futuro: il diritto alla casa e la qualità dei nostri quartieri.”

Quale ruolo avranno il turismo e le altre attività economiche nello sviluppo della città?

“Il turismo è una delle grandi risorse di Pisa e i numeri degli ultimi anni dimostrano che la città sta crescendo anche sotto questo profilo. Ma non possiamo pensare che il nostro futuro dipenda soltanto dalla Torre e dai visitatori. Pisa ha tre università, il CNR, un polo sanitario di eccellenza, l’aeroporto e un settore della nautica in espansione. Dobbiamo mettere in relazione queste realtà, sostenere le imprese e attrarre investimenti. Il nostro obiettivo è creare lavoro qualificato e offrire ai giovani la possibilità di costruire qui il proprio futuro.”

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Perché ha scelto di aderire a Fratelli d’Italia?

“È una scelta di appartenenza e di coerenza politica, maturata dopo un lungo percorso amministrativo. Mi riconosco nei valori e nel progetto di Giorgia Meloni. Porto in Fratelli d’Italia la mia esperienza di Sindaco, con lo stesso spirito di servizio verso la comunità.”

Come vede gli equilibri del centrodestra, anche alla luce della nascita di Futuro Nazionale?

“Il centrodestra governa Pisa dal 2018 grazie a una coalizione solida, che ha saputo conquistare e confermare la fiducia dei cittadini. Credo che si debba ripartire da questa esperienza, privilegiando la condivisione di un programma e la capacità di amministrare.”

Come dovrebbe essere scelto il prossimo candidato sindaco del centrodestra? Le primarie sono un’ipotesi?

“Il candidato dovrà essere espressione di una coalizione unita, credibile e capace di proseguire il lavoro avviato. Prima vengono il programma e la visione della città, poi i nomi.”

Che cosa farà Michele Conti alla fine del secondo mandato, nel 2028?

“Ho preso un impegno con i Pisani e intendo rispettarlo: oggi sono concentrato sul completamento dei progetti avviati e sulle sfide che abbiamo davanti. La politica è servizio, per il futuro ci sarà tempo di valutare nuove opportunità.”

Come giudica il passaggio di consegne dalla famiglia Corrado a Damien Comolli alla guida del Pisa Sporting Club?

“Ringrazio Giuseppe e Giovanni Corrado per aver raccolto il Pisa in un momento difficile. Con la famiglia Corrado abbiamo costruito negli anni un rapporto di collaborazione, sempre nel rispetto dei rispettivi ruoli, accompagnando un percorso sportivo che ha riportato il Pisa in Serie A dopo 34 anni. A Damien Comolli rivolgo il benvenuto della città. Mi auguro che questa nuova fase societaria porti altri importanti risultati.”

Quale rapporto si aspetta con la nuova presidenza del Pisa Sporting Club?

“Mi auguro di incontrare presto il nuovo presidente Damien Comolli e il proprietario Alexander Knaster. Adesso si apre una nuova fase. Da parte del Comune c’è la piena disponibilità a proseguire il dialogo con la società, perché il Pisa Sporting Club è un patrimonio sportivo e identitario della nostra città.”

Qual è la valutazione dell’Arena Garibaldi e quali prospettive ci sono per il suo futuro?

“La valutazione dell’Arena Garibaldi resta quella di 4,29 milioni di euro, già recepita negli strumenti di programmazione del Comune. Il tema, però, non è soltanto il valore economico dello stadio. Dobbiamo ragionare sul futuro di un impianto che rappresenta un pezzo importante della storia e dell’identità di Pisa, ma che deve anche rispondere alle esigenze del calcio moderno. Siamo disponibili a confrontarci con la società per individuare una soluzione concreta e sostenibile, nel pieno rispetto delle procedure e dell’interesse pubblico.”

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Michele Bufalino
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