Giulia Contini, pisana, è avvocata e attivista impegnata da anni sul fronte del diritto alla casa. Dopo gli studi in giurisprudenza e l’esperienza all’Unione Inquilini, dove ha iniziato durante il servizio civile, ha unito l’attività legale all’impegno sociale. Da sempre vicina a Una Città in Comune, oggi raccoglie il testimone di Ciccio Auletta alla guida di Diritti in Comune, portando avanti un percorso politico costruito sul tema dell’abitare e sull’ascolto delle realtà cittadine. L'abbiamo intervistata per Qui News Pisa.
Contini, come è maturata la scelta dell’avvicendamento tra lei e Auletta all’interno di Diritti in Comune?
"È una scelta che nasce dentro un percorso collettivo, pubblico e condiviso, che per noi è il perno del nostro agire politico. Si tratta di un passaggio importante, ma non improvviso: è il risultato di un lavoro costruito insieme, nel tempo, dentro la coalizione. L’avvicendamento rappresenta un passaggio di testimone che rafforza e rilancia il progetto politico, in termini anche generazionali e di genere. Cambia solo la voce in consiglio comunale di un programma che in questi 13 anni è cresciuto e si è radicato in città, con relazioni regionali, nazionali ed internazionali, la voce in consiglio è una ma rappresenta sempre tutto questo lavoro collettivo".
Dopo tanti anni si tratta di un passaggio epocale.
"Sicuramente è un passaggio impegnativo e importante perché segna una nuova fase, ma senza rompere la continuità. Per noi non esistono personalismi: il progetto non è mai stato di una singola persona. È un cambiamento che dimostra maturità politica e la capacità di rinnovarsi restando coerenti con i propri valori e obiettivi. Lo straordinario lavoro che ha incarnato Ciccio in questi anni è sempre stato un lavoro condiviso e collettivo e così continuerà ad essere".
Cosa cambierà, se avverrà, nel modo di fare politica del gruppo?
"La continuità è garantita dal programma con cui ci siamo presentate e siamo state votate. Continueremo a lavorare insieme, come sempre, con lo stesso approccio: radicato nei movimenti, attento ai bisogni reali delle persone e orientato alla giustizia sociale, fiscale, ambientale e climatica. Quello che cambia è lo stile personale, perché ogni persona porta il proprio modo di interpretare e raccontare a partire anche dal proprio vissuto personale e politico che però condivide un pensiero di fondo, quello che ritroviamo nei movimenti che danno linfa al nostro agire politico, così come quelli in cui tutti i consiglieri della nostra coalizione si sono formati: così per Ciccio e per me , ma anche per Marco Ricci che ha affiancato ciccio nella prima legislatura. Continueremo a smascherare il sistema di potere in questa città, a difendere l’interesse pubblico e la trasparenza costruendo e proponendo alternative concrete, mettendo al centro i diritti per tutte e tutti e la partecipazione".
All’inizio sembrava che fossero decaduti tutta una serie di documenti e atti, poi la situazione si è risolta. Cosa è accaduto?
"Non è stato un percorso semplice: abbiamo lavorato con determinazione per garantire che tutti gli atti depositati in consiglio e nelle commissioni, e ancora non discussi, potessero proseguire il loro percorso. Per noi era fondamentale salvaguardare il lavoro fatto e assicurare che la rappresentanza delle cittadine e dei cittadini non subisse interruzioni. Come abbiamo raccontato, la maggioranza aveva inizialmente sostenuto che quegli atti decadessero con le dimissioni di Ciccio. Noi abbiamo invece ribadito con forza il principio secondo cui le norme servono proprio a garantire la continuità della rappresentanza, che non è un diritto del rappresentante, ma delle persone rappresentate. La scorsa settimana abbiamo quindi inviato una formale diffida alla Presidenza del Consiglio. A seguito di un parere della Segretaria generale, è stato confermato che i nostri atti non decadono e, infatti, ieri sono subentrata firmando tutti i nostri atti e argomenti depositati (oltre 100!)"
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Da anni vi schierate dalla parte della gente su tanti temi tra cui le case popolari. A che punto siamo in città da questo punto di vista?
"Le case popolari a Pisa non bastano, al contrario di quello che sostiene la Giunta. Questo è il principale problema da cui non si può prescindere. Proprio ieri abbiamo portato in consiglio un question time su questo. Oggi ci troviamo, a Pisa, come in tutta lòa toscana davanti a una vera e propria guerra tra poveri. Tuta colpa di una legge regionale incostituzionale, approvata dalla giunta di centro sinistra con una previsione discriminatoria sulla storicità della residenza come fattore prevalente sullo stato di bisogno nell’assegnazione del punteggio per la graduatoria delle case popolari, una norma che era stata suggerita da fratelli d’italia e che è stata annullata dalla Corte Costituzionale così però incidendo su tutte le graduatorie, anche già approvate".
Cosa comporta questo in città?
"Questo a Pisa comporta che oltre 600 persone devono fare i conti con un punteggio che cambia, siamo davanti all’inerzia di chi continua a intestarsi grandi investimenti che in realtà lasciano scoperto il bisogno. Alcuni numeri: dal 21 dicembre 2023 (data di approvazione definitiva della graduatoria che è stata approvata con oltre un anno di ritardo) sono state assegnate solo 104 case, peccato però che le persone che hanno diritto ad ottenere una casa popolare a Pisa e che sono lì che aspettano sono circa 850. A questo si aggiunga che si spende ogni anno una media di un milione e mezzo di soldi pubblici per le albergazioni: soldi che traghettano nelle tasche degli albergatori e che non portano nessun investimento alla città, oltretutto con sistemazioni inadeguate per le persone".
La situazione sembra critica
"Sì, il diritto all’abitare è sempre più sotto pressione, mentre le politiche pubbliche risultano insufficienti e spesso male orientate
Ci sono quartieri e complessi di edilizia popolare che versano in condizioni gravi, se non gravissime: le case popolari, ricordiamolo, non sono case di nessuno sono case di tutta la città e soprattutto per chi ci vive dentro non possono diventare una prigione.
Noi crediamo che serva un cambio radicale: investire seriamente nel patrimonio pubblico, bloccare le svendite e destinare le risorse alla riqualificazione e all’ampliamento dell’edilizia popolare".
Il caro affitti e la difficoltà di poter acquistare case a prezzi ragionevoli resta una piaga in questo momento storico.
"Assolutamente sì, ed è una delle emergenze principali. Pisa sta diventando sempre più una città inaccessibile per chi la vive e lavora, soprattutto per giovani, studenti e famiglie. Del resto le politiche di svendita di questa destra, ma anche prima del centro sinistra, hanno seriamente compromesso e stanno compromettendo la vivibilità di questa città. Un esempio per tutti l’ex asilo Coccapani, di proprietà comunale e svenduto ad un privato a 650 mila euro e dove ora si progettano 5 appartamenti di lusso ognuno di circa quel valore, ma alcuni anche di valori superiori. Pisa, insomma, è un banchetto per gli speculatori.
Il problema però non è solo economico, ma politico: si è scelto di non intervenire sulla rendita immobiliare, mentre, per risolvere la questione abitativa, non c’è altra via. Bisogna abbandonare l’idea che la casa sia un estrattore di profitto e diventi invece un bene funzionale alla garanzia di un diritto fondamentale: servono scelte coraggiose non più rimandabili".
Come si può ovviare al problema?
"Occorre una politica redistributiva, anche attraverso strumenti fiscali che colpiscano la grande rendita e liberino risorse per garantire il diritto alla casa, sanzionando chi ha decine e decine di case e le lascia volutamente vuote e, invece, favorendo chi magari ha solo una casa in più oltre a quella in cui vive e che vorrebbe affittarla ma necessita di garanzie pubbliche. Si può fare, si tratta solo di volerlo. Infine, da un lato, non è più rinviabile una regolamentazione degli affitti brevi e, dall’altro, un blocco dell’espansione incontrollata degli Student Hotel che tolgono posti agli studentati pubblici e che, oltretutto, sono vere e proprie strutture ricettizie con prezzi altissimi per ogni stanza".
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A proposito di momento storico, c’è anche la lotta attiva per la pace. Il mondo sta cambiando, la guerra è alle porte e da Pisa spesso e volentieri sono partiti e partiranno, dalla vicina base americana di Camp Darby, rifornimenti di guerra.
"Viviamo un momento storico segnato da una crescente escalation bellica con Usa e Israele che calpestano il diritto internazionale, dal genocidio al popolo palestinese alla guerra che conducono in Medioriente. L’Unione Europea e l’Italia investono sempre più nell’economia di guerra, sottraendo risorse ai diritti come casa, scuola e sanità, e nella militarizzazione dei nostri territori e della società. Pisa, purtroppo, ha un ruolo centrale in questo scenario.
Noi crediamo che sia fondamentale continuare a mobilitarsi per la pace e il disarmo, mettendosi in gioco per fermare la macchina bellica e la sua propaganda, applicando quello che è contenuto nell’articolo 11 della nostra Costituzione: ovvero il ripudio della guerra. La nostra città è invasa da infrastrutture militari, non solo Camp Darby, di cui chiediamo l’immediata chiusura che è il principale Hub logistico degli Stati Uniti in Europa. E non basta: vogliono costruire una mega base dei reparti speciali dei Carabinieri nel cuore del Parco di San Rossore spendendo mezzo miliardo di euro di fondi pubblici. Una autentica vergogna nazionale che il nostro gruppo ha scoperto nel 2022 e che grazie alla mobilitazione del Movimento No Base riusciremo a fermare!"
Come si costruisce allora la sicurezza?
"La sicurezza vera si costruisce garantendo diritti, non alimentando conflitti. Tutta Italia ha parlato del blocco del treno di qualche giorno fa come una delle più grandi operazioni pacifiste degli ultimi anni. È stato un segnale molto forte, che dimostra come esista ancora una parte del Paese capace di mobilitarsi concretamente contro la guerra e che dobbiamo moltiplicare e replicare. Le infrastrutture civili non debbono essere utilizzate per il trasporto armi: il blocco deve essere una pratica da diffondere e su cui saremo in prima fila Abbiamo registrato tanta solidarietà intorno a questa azione anche da parte dei pendolari rimasti bloccati per alcune ore, perché c’è una voglia generale di pace e la maggioranza di questo Paese capisce che oggi è il tema prevalente su cui mobilitarsi e dare anche segnali forti. Oltretutto ne va anche della sicurezza dei nostri territori quindi il silenzio sul trasporto di armi in tutto il territorio comunale da parte del Sindaco è inaccettabile.
Nel 2028 Pisa tornerà contendibile. Cosa si aspetta?
"Nei fatti la Giunta Conti è già in piena campagna elettorale come dimostrano i continui rimpasti nella maggioranza, i rimpasti di giunta e delle deleghe degli assessori, il sistema delle nomine nelle società partecipate. Nei fatti assistiamo già ad una torsione nell’utilizzo dell’azione amministrativa per la campagna elettorale del 2028. La nostra coalizione è una anomalia nel panorama politico di longevità e di radicamento forti di una credibilità delle lotte e delle proposte che facciamo quotidianamente. Da sempre siamo alternativi al centro-destra e al centrosinistra. La nostra politica parte dai movimenti, e da sempre porta dentro le istruzioni il conflitto sociale: senza le lotte il cambiamento non arriva, come ci insegna la storia del nostro paese: Il nostro è un progetto di speranza. Le menzogne della destra sono sempre più evidenti e le persone vogliono vere risposte in termini di giustizia sociale. Per questo occorre abbandonare il primato del profitto e della tutela degli interessi privati per rimettere al centro i beni comuni. Credo che la nostra coalizione questo lo abbia sempre tradotto in una opposizione seria, ricca di proposte alternative e concrete come dimostriamo ogni anno con le nostre contromanovre ai bilanci di chi governa, capaci di smascherare i poteri forti. Per il 2028 come coalizione vogliamo battere la destra ed amministrare Pisa con questo programma chiaro, praticabile, coraggioso e determinato e tutelare le tante persone che oggi chi governa ad ogni livello prova a rendere invisibili".