Ci sono tante storie che si incrociano in un'unica partita che, forse, più di ogni altra racconta molto della storia nerazzurra e del calcio italiano.
Il nostro cammino alle origini di questa sfida inizia nella stagione di guerra 1942-1943. Qui il Pisa disputa il campionato di Serie B, con 37 punti si piazza in quarta posizione, affiancata alla Pro Patria, davanti ha solo il Napoli, terzo con 41 punti, e le due promosse Modena e Brescia. E' subito vittoria con un 2-0 firmato Paolini e Ciferri. Bisogna pensare che, sul campo, le prime otto partite tra Pisa e Napoli disputatesi all'Arena hanno sempre visto i nerazzurri imbattuti contro i partenopei.
Nel primo dopoguerra, nella stagione 1948-49 e 1949-50, le due squadre tornano ad affrontarsi e il Pisa strappa prima un pareggio e poi una vittoria, nella stagione 1949-50, quella che vide i napoletani vincere il campionato e approdare in Serie A.
La prima sfida in massima serie tra le due formazioni si svolse nella stagione 1968-69. Nonostante la formazione pisana avesse ben pochi mezzi a disposizione, chiudendo poi il torneo al penultimo posto, ma con una certa dignità, i nerazzurri fecero l'impresa grazie a Beppe Cosma, autore della rete che decise il match. Così la prima sfida di Serie A terminò con la vittoria pisana.
Seguirono anni bui, la Serie B e la Serie C, prima di tornare in A con Romeo Anconetani. Per il grande ritorno nel massimo campionato (1982-83) il Pisa vinse 2-0 all'Arena. Fu una doppietta di Pasquale Casale a decidere la partita, prima con un contropiede letale di sinistro nell'angolino e poi con un calcio di rigore a spiazzare il portiere avversario. Il Pisa così approdò addirittura momentaneamente al primo posto in classifica nel corso di quelle prime, storiche prime giornate di campionato, rimasto tutt'oggi il punto più alto nella storia nerazzurra in Serie A, concluso anche all'undicesimo posto.
Nel 1983-84 e 1985-86 il Pisa strappò ancora due punti ai partenopei, pareggiando in entrambi i casi per 1-1, prima grazie a un'autorete di Krol, poi grazie a Klaus Berggreen, autore di una rete importantissima. Nella seconda di queste sfide per il Napoli segnò Bruno Giordano, tristemente passato alla storia per aver guidato in panchina negli ultimi tragici giorni il Pisa del 2008-2009 che chiuse la stagione retrocedendo in Serie C e fallendo per la seconda volta, nell'anno del centenario, ripartendo poi dai Dilettanti. Nonostante questo la squadra non riuscì in entrambe le occasioni a salvarsi.
L'episodio più controverso però avvenne nel 1987-88. Sul campo il Pisa vinse grazie a una rete di Sclosa, portando a ben 8 risultati utili consecutivi contro i napoletani l'inerzia di questa sfida storica e confermando i nerazzurri come bestia nera dei napoletani. Purtroppo però la gara fu decisa poi a tavolino. Il Giu dice Sportivo assegnò infatti la vittoria a tavolino al Napoli a causa del ferimento del difensore azzurro Alessandro Renica, colpito alla testa da una moneta lanciata dagli spalti. Definita una sceneggiata da premio Oscar, fu un episodio talmente controverso che a fine stagione le sconfitte a tavolino per episodi simili sarebbero state abolite, anche se quel successo poi risultò comunque importante per la vittoria dello scudetto napoletano.
Si arriva così al torneo 1988-89, nel quale i nerazzurri affrontarono i partenopei per ben due volte, perdendo in entrambe le occasioni. La prima fu in campionato (0-1), grazie a una rete di Carnevale. La seconda invece avvenne in Coppa Italia. La formazione nerazzurra fu autrice di un cammino di tutto rispetto, riuscendo nel miracolo di qualificarsi alla semifinale, ad oggi ancora il miglior risultato di sempre nella competizione. Ancora Carnevale e l'indimenticato Maradona, decisero la partita, spianando la strada alla finale per il Napoli. La gara terminò 0-2.
Si arriva così all'1-1 in campionato della stagione 1990-91, che vide andare a segno Padovano per il Pisa e Ciro Ferrara per il Napoli. Quella partita però passò alla storia, a suo modo. Con grande sorpresa di giornalisti e tifosi, il fuoriclasse argentino Maradona scelse di mettere da parte il suo proverbiale 10 da fantasista per adottare il 9, solitamente riservato ai centravanti di peso. Sembrava, infatti, che Maradona avesse già deciso di lasciare il capoluogo campano al termine di quella stagione, inoltre suggerì alla società il nome del suo 'erede'. Gianfranco Zola ricevette l'onore della dieci. Un mese dopo Maradona lasciò il Napoli. Quella maglia numero 9 divenne subito una rarità, un gioiello che ogni collezionista. 27 anni dopo, nel 2018, la Bolaffi, nota casa d'aste torinese, ha venduto la maglia sfoggiata da Maradona all'Arena Garibaldi di Pisa in una delle sue ultime uscite italiane alla modica cifra di 15mila euro.
L'ultimo confronto è quello della stagione 2005-2006. Il Napoli era fallito e ripartito dalla Serie C1. Trovò di fronte il Pisa, che terminò poi la stagione salvandosi contro la Massese grazie a un gol di Eddy Baggio al 98'. Quella partita terminò 0-3 in favore del Napoli, con ben 3000 tifosi sugli spalti in Curva Sud. Calaiò fu mattatore indiscusso. La sua seconda rete, su rigore, fece alzare un muro di folla napoletano. Il Napoli tornò in Serie B, mentre il Pisa dovette riorganizzarsi prima di riuscire, in estate, a creare grande alchimia grazie a Piero Braglia.
Tutti i confronti:
1942-43 Serie B - Pisa-Napoli 2-0 (Paolini, Ciferri)
1948-49 Serie B - Pisa-Napoli 0-0
1949-50 Serie B - Pisa-Napoli 1-0
1968-69 Serie A - Pisa-Napoli 1-0 (Cosma)
1982-83 Serie A - Pisa-Napoli 2-0 (Casale, Casale)
1983-84 Sere A - Pisa-Napoli 1-1 (Krol aut., De Rosa)
1985-86 Serie A - Pisa-Napoli 1-1 (Berggreen, Giordano)
1987-88 Serie A - Pisa-Napoli 1-0 (0-2 a tavolino) (Sclosa)
1988-89 Serie A - Pisa-Napoli 0-1 (Carnevale)
1988-89 Coppa Italia - Pisa-Napoli 0-2 (Carnevale, Maradona)
1990-91 Serie A - Pisa-Napoli 1-1 (Padovano, Ferrara)
2005-2006 Serie C1 - Pisa-Napoli 0-3 (Calaiò, Calaiò, Sosa)