La presenza di Posidonia oceanica nell'area interessata dal progetto della Darsena Europa è stata confermata durante un sopralluogo svolto dall'Osservatorio Ambientale. Il monitoraggio è stato effettuato con la navetta oceanografica di Arpat, dotata di una telecamera subacquea filoguidata.
Per l'Ente Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli era presente il direttore Andrea Porchera. "Grazie a questa attività di monitoraggio si è verificata la presenza sia di praterie di Posidonia in buono stato di conservazione sia di aree con Posidonia diradata anche nell'area dove è prevista la Darsena Europa. Pertanto ora dovranno essere approntate le idonee e necessarie misure di compensazione, che saranno valutate dall'Osservatorio Ambientale e dal Ministero dell'Ambiente con la collaborazione degli altri enti competenti su questo territorio".
La Posidonia oceanica è una pianta marina con un ruolo importante per l'ecosistema. Assorbe anidride carbonica, produce ossigeno, contribuisce a limitare il riscaldamento dell'acqua e offre protezione a diverse specie ittiche. Le praterie svolgono inoltre una funzione di difesa della costa, attenuando il moto ondoso e contrastando l'erosione.
A intervenire dopo il sopralluogo è stato il presidente del Parco Lorenzo Bani, che torna a chiedere maggiori garanzie sul fronte ambientale in relazione all'ampliamento del Porto di Livorno.
"Dopo aver sollecitato più volte una maggiore attenzione per la salvaguardia ambientale connessa alla realizzazione della Darsena Europa, le nostre preoccupazioni sono state prese in considerazione e purtroppo si sono dimostrate fondate - ha detto Bani - La Posidonia è il polmone verde dei nostri mari, è la nostra foresta sottomarina, un patrimonio naturalistico che va preservato pensando al benessere dei cittadini, alla sostenibilità della pesca, alla biodiversità ed alle caratteristiche ambientali del territorio che lasceremo alle future generazioni. Ora si apre un nuovo scenario, dobbiamo ragionare su cosa fare per la sua salvaguardia, tenendo presente che il progetto di reimpianto della Posidonia in zone limitrofe deve considerare che non c'è garanzia di attecchimento. Serve al più presto una proposta di compensazioni e mitigazioni ambientali assolutamente necessarie. Inoltre questa attività di monitoraggio va ampliata anche all'area marina protetta delle Secche della Meloria, che si trova non distante alla zona di ampliamento del Porto, un'area di 9000 ettari di cui 7800 con praterie di Posidonia in buono stato".