Politica

Diritti in Comune al fianco degli assistenti sociali

Lo sciopero raccoglie l'adesione dell'opposizione di Una Città in Comune e Rifondazione Comunista: "Siamo di fronte a uno sfacelo"

Lo sciopero di 24 ore degli assistenti sociali, indetto per il prossimo 10 Novembre, ha ottenuto il sostegno di Diritti in Comune, la lista di opposizione che riunisce Una Città in Comune e Rifondazione Comunista.

La protesta, che riguarda i servizi territoriali della Zona Pisana, vuol denunciare la carenza di personale e le inevitabili conseguenze sul servizio stesso per le persone fragili. "Una situazione da tempo insostenibile, come ha evidenziato lo stesso Ordine degli Assistenti Sociali della Toscana in un’importante presa di posizione che richiama pesantemente le responsabilità dei Comuni - hanno spiegato da Diritti in Comune - si tratta di una responsabilità gravissima dell’amministrazione Conti, ma anche di tutti i Comuni governati dal centrosinistra dell’area pisana, che ha ripercussioni sui servizi per la cittadinanza più fragile".

"Lo ricordiamo: dal 2021, per ogni anno, se i Comuni raggiungono il livello di un assistente sociale ogni 6.500 abitanti, possono godere di un contributo erogato tutti gli anni dallo Stato per raggiungere il parametro di un assistente sociale ogni 5mila abitanti - hanno spiegato - ciò significa che nelle casse della Società della Salute, ora in liquidazione, ogni anno dal 2021 sarebbero dovuti entrare 360mila euro a fondo perduto. Ma, a causa delle scelte fatte dai Comuni in questi anni queste risorse non sono mai arrivate. A fronte di questo sfacelo, l’assessora Giovanna Bonanno ha dichiarato candidamente che ora, stante lo scioglimento del consorzio, i contributi strutturali non possono essere richiesti e non possono arrivare perché sono destinati agli ambiti e non ai singoli Comuni".

"Ma non solo: l’assessora ha anche dovuto ammettere che il Comune di Pisa, insieme con gli altri Comuni, non sa come usare le risorse stanziate con il Fondo Povertà per procedere alle nuove assunzioni e che, per uscire dall’impasse, i Comuni hanno chiesto una consulenza all’Anci Toscana - hanno proseguito - insomma, ci troviamo di fronte a una situazione pesantissima a poco più di due mesi dallo scioglimento previsto per legge della Società della Salute".

"Per questo sollecitiamo, da un lato, la discussione in seconda Commissione consiliare sulla terza e ultima parte dello studio redatto dalla Scuola Superiore Sant’Anna sul modello che il Comune di Pisa intende assumere per la gestione dei servizi - hanno concluso - e, dall’altro, chiediamo pubblicamente di poter avere lo studio commissionato alla Fondazione Zancan dagli altri Comuni ex soci del Consorzio e che questo sia reso pubblico".